ASCOLI PICENO – Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, sarà lunedì prossimo ad Ascoli, al Ventidio Basso. In quell’occasione sarà possibile, per i giornalisti locali, porre una domanda a Squinzi.

Potrei porre una domanda su come risolvere la crisi del Piceno, ad esempio prendendo spunto da questi tre articoli e video testimonianze 1, 2 e 3.

Ma credo che un presidente nazionale debba e possa parlare di temi nazionali. Anche perché Squinzi è un modello di dedizione al lavoro e di grande imprenditoria italiana.

Ecco la mia domanda al Presidente Giorgio Squinzi.

Caro Presidente, Lei giustamente lamenta la “morte per eccesso di tassazione” degli imprenditori italiani. Lei è un grande e capace imprenditore, ha la capacità di influenzare anche la politica italiana. Lei dovrebbe sapere bene, quindi, che tutte le attuali politiche europee e italiane sono fallimentari e intrinsecamente recessive. Perché sono storicamente fallimentari il pareggio di bilancio e addirittura il Fiscal Compact (surplus di bilancio anche oltre gli interessi passivi per 50 miliardi in 20 anni, come se non bastasse l’avanzo primario che l’Italia persegue scioccamente dal 1995) e il ricorso esclusivo ai mercati per finanziare il debito pubblico.
Queste regole significano soltanto una cosa: non ci sarà alcuna diminuzione delle tasse per vent’anni a meno che non si decida di chiudere la scuola pubblica, la sanità, tagliare le forze di polizia. E impedire allo Stato di investire in infrastrutture fisiche, digitali o intellettuali (ricerca) a sostegno delle imprese, anche per l’assenza di una moneta sovrana.
Se non si denuncia tutto ciò – e forse solo Lei in Italia può farlo, non certamente questa classe politica priva di lungimiranza e più incolta che mariuola (questo è il dramma) – si rischia di esserne complici. La ripresa non arriverà neanche nel 2015: non arriverà mai.

Nel 2030 consegneremo ai nostri figli un’Italia definitivamente de-industrializzata, con tutti gli asset in mano alla finanza straniera, le Pmi rase al suolo, il turismo simile al Terzo Mondo. E senza Stato sociale.

Le alternative economiche esistono. Sta a noi – e a Lei – decidere di non farci curare dagli stessi medici che hanno causato la malattia.

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