ASCOLI PICENO – Il 42% di detenuti in custodia cautelare, i processi per ingiusta detenzione o per errore giudiziario: i casi sono oltre duemila all’anno, per i quali nel corso del 2011 lo Stato italiano ha riconosciuto risarcimenti stimati in 46 milioni di euro. Quattro anni di attesa per le cause civili, sette anni per quelle penali e 6 milioni di processi civili che costano all’Italia 96 miliardi di euro in termini di mancata ricchezza.

Questi i dati diffusi dall’Associazione “Antigone” Marche, estratti da una nota del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria (direzione generale di statistica). Ed ora nella lista nera degli errori della giustizia italiana rischia di finirci anche il caso di un trentaduenne di nazionalità bulgara che dal maggio 2011 si trova dietro le sbarre del supercarcere di Marino del Tronto.

Stefan Stefanov faceva parte della banda che fino al maggio del 2011 si aggirava nell’Ascolano clonando carte di credito, grazie ad un sofisticato dispositivo scanner applicato agli sportelli bancomat di alcune banche locali. La sua banda venne sgominata, e il giovane trentaduenne venne condannato a 2 anni di reclusione il 22 novembre 2011, pena che però venne commutata, dalla sentenza definitiva emessa a metà aprile 2012, in 10 anni di espulsione dall’Italia.

Ma inspiegabilmente dalla sentenza definitiva di espulsione, Stefanov da quella cella non ne è più uscito. “A me risulta che sia ancora in carcere – spiega il Presidente dell’Associazione Antigone, Samuele Animali – Questo è un problema che capita troppo spesso con gli stranieri soggetti ad espatrio, in quanto non ci sono soldi per organizzare il viaggio di ritorno. Il paradosso, però, sta nel fatto che questa è una disciplina applicata per gli extracomunitari, ma il detenuto in questione non lo è perché dal 2007 la Bulgaria fa parte dell’Unione Europea. Sul provvedimento, invece, c’è scritto che deve essere espulso”.

Un problema di carattere giudiziario, dunque, per il Presidente Animali, il quale ribadisce l’ipotesi di una mancanza di fondi per l’espulsione di Stefanov: “Temo che il problema sia soprattutto di natura economica. Non è la prima volta che accade una cosa del genere, soprattutto per quei soggetti stranieri di provenienza extracomunitaria. In questo caso potrebbero verificarsi problemi con le ambasciate, derivanti spesso dai rapporti che il nostro paese ha con i paesi di provenienza. Per quanto riguarda la Bulgaria, invece, problemi di questo tipo non esistono, per cui credo sia preponderante il motivo della mancanza di fondi”.

“Questo tipo di errori giudiziari – conclude Samuele Animali – rappresentano, in Italia come in altre parti del mondo, un chiaro termometro che indica il grado di civiltà di un paese. Infine c’è da dire che costano: moralmente e fisicamente al detenuto stesso; al bilancio degli istituti di pena, in capo al Ministero di Grazia e Giustizia; e soprattutto costano in termini di sicurezza e di sovraffollamento”.

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