ASCOLI PICENO – La Camera di Commercio rinnova il proprio appoggio al Consorzio Universitario Piceno, almeno fino a settembre 2014 quando le funzioni rappresentative della Camera di Commercio saranno rinominate: “Si tratta di un impegno per noi importante sia dal punto di vista finanziario, rappresentando il 105 dei nostri interventi promozionali nel territorio”, spiega il Presidente della Cciaa Adriano Federici, che aggiunge: “E’ per noi estremamente importante dare questo contributo che rappresenta un elemento chiave per lo sviluppo del territorio piceno”.

Il presidente del Consorzio Universitario Piceno Renzo De Santis, che si sviluppa in corsi che hanno sede ad Ascoli (Architettura e Design, Scienze e Tecnologie, Medicina e Chirurgia, Scienze Religiose), San Benedetto (Bioscienze e Biotecnologie, Economia) e Spinetoli (Scienze della Formazione, Culturali e del Turismo e Scienze Politiche), fa presente che “anche se viviamo in un momento di sacrifici sarebbe importante aumentare gli investimenti nella formazione universitaria, poiché rappresentano forse l’unico modo per garantire prosperità alla nostra economia. Appena stamattina, ad esempio, ho analizzato i risultati dell’istituto di Bioscienze che è riuscito a studiare il modo per recuperare le uova dal pescato delle seppie, aumentando del 20% il valore complessivo del pescato per una stima del fatturato pari a 1,5 milioni di euro da San Benedetto a Porto San Giorgio. E casi del genere ce ne sono tantissimi”.

Da non trascurare, sempre secondo De Santis, l’incidenza del “turismo universitario”: “Facciamo tanto per portare 100 turisti, ma qui abbiamo duemila universitari ad Ascoli e 1500 a San Benedetto, per circa 4 mila in tutta la Provincia: presto presenteremo degli studi per valutare il valore di questo movimento ma credo possiamo parlare di diversi milioni di euro all’anno” per cui “se qualche amministratore avesse dei dubbi circa il sostegno al Cup, dovrebbe dirlo, ma dovrebbe anche assumersene le responsabilità. Anche perché basta andare nella zona industriale per vedere qual è il nostro presente”. Aggiunge De Santis: “Per quanto riguarda il futuro occorre valutare al meglio quale sarà la nuova forma di aggregazione provinciale della Regione, se a tre o quattro province”.

Stefania Serenelli, consigliere delegato della Camera di Commercio per i rapporti con il Cup, sottolinea che “nelle Marche vi è una disomogeneità storica riguardante la distribuzione delle università, e sono sicura che se il Piceno ne avesse avuta una avremmo vissuto un’altra storia. Crediamo in questo strumento, sostenuto da enti locali e enti come la Camera di Commercio, e mi auguro che in futuro altre istituzioni possano aiutare il Cup a crescere”.

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