ASCOLI PICENO – Camminare su un tappeto di vetri rotti, giocare a nascondino in una casetta sfasciata, con chiodi arrugginiti a vista e siringhe conficcate nel legno, scavare una buca nel terreno e ritrovarsi in mano bicchieri e profilattici usati, alzare lo sguardo verso le mura dell’edificio scolastico e chiedersi che cosa sono quegli strani disegni. Mettetevi nei panni di un bambino dai 3 ai 5 anni o pensate per un momento come se gli allievi della scuola materna San Domenico fossero i vostri figli.

Questa storia ha dell’incredibile se si considera che nella scuola del centro, situata fra il quartiere Piazzarola e il lungo Castellano, la situazione di emergenza esiste da almeno 20 anni. Generazioni di allievi non hanno potuto usare quel giardino infestato da tossicodipendenti e ragazzi sbandati, che di giorno entrano indisturbati dal cancello arrugginito, mentre di notte lo scavalcano salendo sul citofono. I visitatori hanno anche un altro ingresso a disposizione: scavalcando il cancello della scuola elementare e raggiungendo il retro dell’edificio, saltano la recinzione alta mezzo metro, posta dall’amministrazione Castelli a protezione del giardino.Vetri

Nel giugno 2010, dopo l’invio dell’ennesima petizione, firmata dalle maestre e dai genitori dei bambini, in cui si richiedeva la messa in sicurezza dell’edificio e un intervento specifico per la salvaguardia dei bambini, il Comune ha promesso alle maestre che il cancello arrugginito sarebbe stato dotato di una barriera piuttosto alta e liscia. Ad oggi l’intervento è ancora insufficiente: la rete orizzontale posta sul retro del giardino e quella verticale, che dovrebbe proteggere il cancello di ingresso, hanno l’aspetto di soluzioni provvisorie e facilmente manomissibili.

Non molto tempo fa, per impedire ai tossicodipendenti di appostarsi nella rua attigua al giardino, fu interessata anche la Questura, che intensificò il traffico di addetti e polizia nella zona. L’interesse però è durato meno di un anno.

Quello che la materna San Domenico ha oggi al posto del cortile è uno squallido ritrovo a cielo aperto per sbandati. Ogni volta che vengono rinvenute siringhe, lacci emostatici e residui simili, le maestre informano l’Ufficio Servizi Sociali del comune, che interviene a prelevare e gettare gli sgradevoli reperti. Nulla più. A raccogliere i vetri rotti, i bicchieri, tappi di bottiglie ci pensano le maestre oppure il personale di servizio. Farsi male è molto facile, quindi l’accesso al cortile è vietato ai bambini.

Oltre alla situazione di pericolo generata dagli ospiti indesiderati, la condizione generale dell’edificio è davvero pessima, ad esempio la ringhiera delle scale è arrugginita e sicuramente non a norma. Fu inviata al comune anche una richiesta per chiudere le loggette che danno sul cortile, per evitare che i bambini potessero procurarsi lesioni con qualche residuo sfuggito al controllo degli adulti, ma non è arrivata mai una risposta.

L’auspicio delle maestre è che “venga completato quanto prima il lavoro di recinzione, come il Comune ci aveva promesso. L’intervento ad oggi rimane imparziale ed insufficiente. Noi facciamo il possibile, ma i pericoli per i bambini permangono e sono seri”. Il dirigente scolastico Giuseppe Pacetti, ha sempre sostenuto con interessamento le richieste delle maestre, ma neanche la sua tenacia è servita a qualcosa. I genitori dei bambini, spesso testimoni di incursioni pomeridiane indesiderate, si dicono sempre più preoccupati.

Il Comune ha il dovere di attivarsi una volta per tutte contro la violazione di una sua proprietà e soprattutto contro le incursioni all’interno di un edificio destinato alla crescita e all’educazione di bambini molto piccoli. Nonostante gli sforzi per la bonificazione di alcune aree centrali, come il Chiostro di San Francesco, il comune ha dimenticato la scuola materna San Domenico che è una macchia scura poco distante dal bianco travertino del centro.

 

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