ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Stefano Corradetti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale.

Non posso esimermi dal sottolineare le gravi e contraddittorie parole del Preside Verna in merito alle posizioni espresse sulla ricollocazione del dipinto raffigurante Mussolini che mi auguro vorrà smentire: “Le organizzazioni politiche che immaginano di strumentalizzare la vicenda sono pregate di tenersi lontane dalla scuola”. L’appello del preside Verna sembra quasi ordinativo. Come se la politica rappresentasse il male mentre Verna si erge a difensore della scuola dai politici e dalle organizzazioni politiche. Mi pare, innanzitutto, contraddittorio che a fare tali affermazioni sia un Preside che è anche un militante di destra e che ricopre, ancora oggi, da quasi 20 anni (1995), il ruolo politico di consigliere comunale a Colli del Tronto dopo avere, nel frattempo, ricoperto il ruolo di Vice Sindaco in un’amministrazione di Destra. Innanzitutto credo che la conseguenza delle sue dichiarazioni sarebbe quella di dover essere lui il primo ad allontanarsi dalla scuola.

Oltre poi alla dichiarazione dove cade in palese contraddizione non posso che rilevare il tono imperativo della stessa che mi pare non nasconda un contenuto poco rispondente ai principi costituzionali. Non è il Preside Verna a decidere quale opinione deve entrare o uscire dalla scuola, o, se vogliamo, quale dipinto deve entrare e quale uscire, ma deve essere lui stesso il controllore od il garante del rispetto dei principi costituzionali, compresi quelli della libertà di esprimere opinioni come hanno fatto, oltre alle forze politiche, anche altre organizzazioni associazionistiche. La scuola dovrebbe essere il luogo del pluralismo per eccellenza, e chi ha ripristinato, con la complicità del Presidente della Provincia Celani, un dipinto che innegabilmente celebra il fascismo ed il dittatore Mussolini non credo può ergersi a difensore della scuola.

Il Regime fascista è caduto ma il Preside Verna e il Presidente Celani sembrano ignorare che il fascismo e Mussolini suscitano, ancora oggi, un fascino che alimenta ancora organizzazioni estremistiche i cui militanti si rendono responsabili di azioni di violenza politica e, fatto ancor più grave, di un sentimento antidemocratico, antipluralista, nonché razzista e antiparitario. Il regime fascista rappresenta il passato e va analizzato come periodo storico recuperandone e conservandone le testimonianze. Il fascismo, invece, è, purtroppo, sempre pronto a risorgere anche attraverso nuove forme. Non a caso tale pericolo è ancora oggi riconosciuto dalla legge che identifica come reato l’apologia di fascismo.

Il Preside Verna ed il Presidente Celani di tutto questo non se ne preoccupano, intenti, come pare, a celebrare l’arte e la cultura di un artista che, fino ad oggi non ha mai trovato lo spazio che forse avrebbe meritato per tutta la sua opera e non per un solo dipinto. D’altronde nella nostra città preferiamo spendere le risorse pubbliche per le conferenze di Sgarbi e Veneziani, oppure preferiamo pagare pubblicazioni celebrative dell’amministrazione comunale come il giornalino e ArengoTv. Non mi stupisce che a difendere l’operazione di ripristino ci sia Piero Celani: lo stesso che per molto tempo ha negato l’inserimento nella carta intestata del Comune della dicitura “Medaglia d’oro al Valor Militare per attività partigiana”.

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