ASCOLI PICENO – Casapound non ci sta. Dopo le polemiche che hanno convinto il preside dell’Itcg Arturo Verna a rimuovere l’opera di Aldo Castelli dall’aula magna dell’istituto (rappresentante Benito Mussolini a cavallo e con una spada in mano), il gruppo di destra esprime il suo disappunto con una nota che pubblichiamo di seguito.

“I cittadini ascolani e gli studenti dell’istituto (ampiamente favorevoli all’esposizione del quadro, come si evince dalle interviste sui giornali) sono, ancora una volta, vittime della censura stalinista utilizzata dall’Anpi e dalle forze di sinistra. Questi ultimi si arrogano da sempre il diritto di decidere cosa è arte e cosa no, cosa è parte integrante della storia e cosa no, cosa può essere documentato con fotografie e cosa no, in base a gusti personali e principi mai chiariti.

Ci dispiace che certi signori abbiano incontrato nei loro deliri persone pronte ad assecondarli, come il preside Verna che pecca di coraggio. Il suo ruolo gli imporrebbe di essere esempio, mentre invece cede ai ricatti di chi fa dell’odio ideologico il pane quotidiano.

La polemica assomiglia molto a quella scatenata in occasione della nostra mostra “Ascoli città fascista”, con risultati diametralmente opposti: il Bolide, sede di CasaPound Italia, ospitò le fotografie storiche senza indugi e senza rimorsi, nonostante le interrogazioni parlamentari, gli appelli alle istituzioni, gli esposti alla procura e le ventilate manifestazioni di piazza, dimostrandosi baluardo di libertà in una città dove una minoranza politica di sinistra si erige a depositaria della cultura e vorrebbe avere diritto di veto su ogni esternazione artistica e/o storica. Diritto che a quanto pare molti gli concedono, ma a cui, di certo, CasaPound Italia non si è piegata in passato e non si piegherà in futuro. CasaPound avamposto di libertà”.

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