ASCOLI PICENO – La sociologia televisiva – giornalistica o meno – è quanto di più antipatico immaginabile, specie nella variante generazionale. Sociologia al cubo, antipatia esponenziale.

I “gggiovani“: categoria da mettere sotto il riflettore perché “nuova” (a loro insaputa, purtroppo, sempre identica a se stessa da almeno vent’anni, nella venatura sfigata/depressa: ma sto facendo odiosa sociologia anch’io), in base anche ad una delle analisi più reazionarie e sottili: goditela finché sei giovane. Così, passati i vent’anni, ci sono due opzioni: la prima, quella di restare per sempre giovani (tanti cinquantenni vengono definiti “ragazzi”, ormai); la seconda, quella di arrendersi al mondo perché “è finito il tempo di essere giovani”, e quindi basta sogni e basta battaglie.

Ecco allora i gggiovani ascolani (che siano di Ascoli o magari studenti del vicino Abruzzo alla fine cambia poco) che in un servizio di Ballarò (guarda qui il video), montato a puntino per sostenere la tesi dei gggiovani sfigati/depressi, non fanno proprio una figura da ricordare.

Ci viene un dubbio: che magari la selezione e il montaggio siano stati chirurgicamente mirati per ravvivare il noiosetto salotto di Floris. Che – al di là di un paio di performance senza infamia e senza lode – nel minuto e mezzo di video sia stato selezionato proprio il classico “The Best Of”, con una scaletta di canzoncine congeniali alla compilation richiesta.

Sarebbe interessante sapere se ci sono giovani che hanno risposto alle domande senza però poi comparire su RaiTre. Sarebbe interessante ricostruire il backstage di Ballarò in Piazza del Popolo. Chissà che non sia, alla fine, completamente diverso dalla cartolina sociologica televisiva sui gggiovani d’oggi (lo cantava Manuel Agnelli, negli anni ’90).

Se avete qualche informazione, scriveteci: info@picenooggi.it

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