ASCOLI PICENO – ​​”Ed el mi disse: Volgiti! che fai?/ Vedi là Farinata che s’è dritto/da la cintola in sú tutto ‘l vedrai“. Da questa terzina di Dante della Divina Commedia, Gianni Agnelli trasse e rese celebre una delle espressioni più popolari del calcio. Definendo, infatti, Aldo Serena, disse: “Bravo dalla cintola in su“. E oggi, come allora, la famosa cintola, ovvero la parte tra il torace e l’addome, sta a significare la metà campo, meglio ancora il reparto mediano di una squadra. Ebbene, il presente di oggi dice che l’Ascoli ha una bella cintola, che può far ben sperare tecnico e tifosi del Picchio. Tra i tre reparti che Silva ha a disposizione, infatti, quello centrale pare, per caratteristiche e quantità, sicuramente il meglio dotato. Detto di una difesa e di un attacco scarni numericamente, dove che il tecnico di Pinerolo Po può contare su una varietà di ingredienti è proprio in mezzo al campo, dove ogni domenica, salvo indisponibilità il più delle volte causate dalle Nazionali, si mescolano qualità, corsa, tecnica e fantasia. Tutto questo dopo le buone prestazioni di Tommaso Morosini e Ousmane Dramè.

All’inizio furono Russo-Di Donato,-Hanine. Era questo il centrocampo della prima giornata di campionato contro il Varese. Con il mercato che doveva ancora regalare gli ultimi colpi, l’Ascoli poteva contare solo su questi nomi, oltre che su Fossati (schierato quella sera da trequartista) e su Capece e Colomba. Oggi, invece, la situazione è ben diversa. Nell’ultima gara i titolari sono stati Morosini-Loviso-Fossati. Detto dell’ex Crotone, ormai un riferimento per la manovra oltreché un arma nei calci piazzati, la novità più bella è data dal giovane centrocampista proveniente dall’Albinoleffe. Messo sotto contratto per due anni da Corso Vittorio, Morosini è arrivato nell’ultimo giorno di mercato, un pò in sordina. Escluso dalle formazioni delle prime giornate, il classe ’91 ha sempre catturato l’attenzione di Silva negli allenamenti, e, nelle prime occasioni in cui lo ha messo dentro, ha ricevuto in cambio prestazioni in crescendo. Dopo l’esordio contro il Sassuolo, infatti, il numero 29 bianconero ha convinto anche i tifosi, sia nella trasferta di Empoli, sia nell’amaro ko contro la Juve Stabia. E, in attesa anche che sbocci la qualità vista finora solo a sprazzi di Fossati, lo staff tecnico ascolano dovrà essere bravo a saper scegliere in mezzo a cotanta abbondanza.

Con un Di Donato ancora in grado di macinare chilometri e con un Russo che non ha bisogno di presentazioni, il menu è servito. Senza dimenticare l’altra nota lieta di sabato scorso: quel Dramè il cui ingresso ha dato uno scossone alla partita. A metà tra un’attaccante esterno e un centrocampista, l’ex Padova classe ’92 si è ben comportato mostrando rapidità di gambe e buon senso della posizione. E’ ancora presto per dare giudizi, ma gli spunti non mancano. Non abbiamo dimenticato Colomba e Hanine che, vista la concorrenza, potrebbero essere motivati a dare il meglio di loro. Insomma, mai come in questo caso, varietà può essere il segreto del successo.

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