ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Micaela Girardi.

Sorprende che soltanto sulla stampa economica nazionale si sia letta la notizia che Fondazione Carisap ha incaricato il noto studio legale internazionale con sede a Londra Freshfields, di prestare consulenza per la vendita del pacchetto di azioni Carisap s.p.a. (pari al 34%) effettuata in favore della Cassa di Risparmio di Firenze, fatto di sicuro rilievo per l’economia del territorio.

La notizia dell’incarico allo studio Freshfields, nella persona del professor avvocato Raffaele Lener di Roma – il quale vanta incarichi da Banca d’Italia come commissario straordinario di banche in crisi ed è componente del Giurì d’onore di Assogestioni (che riunisce le società di gestione risparmio) – desta una certa sorpresa anzitutto perché se Fondazione Carisap ha ritenuto necessaria una così elevata assistenza professionale ciò significa che la questione era densa di rischi.

L’assenza di comunicazione e trasparenza su tutto ciò nei confronti della comunità di riferimento induce qualche riflessione e soprattutto sorge spontanea la domanda su quanto costi tale consulenza alla Fondazione.

Eppure la “trasparenza” dell’attività istituzionale e della gestione del patrimonio è principio cardine della “Carta delle fondazioni”, approvata di recente dall’Acri.

Il patrimonio della Fondazione Carisap (fondazione di origine bancaria) è destinato per legge e per Statuto a promuovere l’utilità sociale e lo sviluppo economico del territorio piceno.

Si è già detto di dubbi sull’investimento di 20 milioni di euro destinati ad un unico titolo azionario (Generali Assicurazioni), con perdita di circa 4 milioni di euro nel 2011.
Così come, del difficilmente giustificabile acquisto degli ultimi due piani di un grattacielo in costruzione all’Eur di Roma per circa 9 milioni di Euro. Non sono presenti invece nel portafoglio della Fondazione Carisap azioni privilegiate della Cassa Depositi e Prestiti, che hanno reso negli anni lauti rendimenti  alle tante Fondazioni che le possiedono.

E’ lecito chiedere maggiore trasparenza sia nelle scelte di investimento che nel rendiconto della gestione ad una Fondazione bancaria il cui costo complessivo di funzionamento annuale del 2011 è stato di 1 milione e 400 mila euro,  a fronte di  erogazioni annuali riversate sul territorio per poco più di 2 milioni di Euro?

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