ASCOLI PICENO – Ha fatto tappa ad Ascoli “CircOLIamo”, la campagna educativa itinerante del Consorzio Obbligatorio degli oli usati. Perché, come dice il responsabile della campagna Alberto Hermanin, “in Italia siamo leader europei per il recupero dell’olio usato, ma anche se ne riadoperiamo ben il 95%, persino la frazione mancante rappresenta un elemento potenzialmente molto inquinante”.

Specifica sempre Hermanin, ad esempio, “che l’olio lubrificante usato in una sola automobile, se disperso, è in grado di coprire la superficie di uno specchio d’acqua di ben 6 mila metri quadrati”. L’olio lubrificante usato si recupera, infatti, oltre che dalle auto anche dalle industrie, dai mezzi agricoli, e dalle imbarcazioni.

“Per recuperare e sensibilizzare sul recupero dell’olio lubrificato, cerchiamo di incontrare le amministrazioni comunali e gli studenti, in un corso di educazione ambientale – continua Hermanin – In 28 anni di esistenza del Consorzio abbiamo fatto risparmiare agli italiani 3 miliardi di euro di importazione di prodotti petrolifero, e attualmente il 25% dell’olio usato arriva da processi di rigenerazione”.

Quel 5% che ancora non è intercettato deriva principalmente “da cittadini che cambiano l’olio dell’auto per conto loro, e poi lo disperdono malamente nell’ambiente. Incidono, poi, anche la piccola agricoltuta e la nautica da diporto”.

Elogi comunque ad Ascoli e a tutto il Piceno sono giunti dal responsabile dell’area Nord-Est, Vincenzo Grieco Pullè: “Il progetto ‘Isole del Porto’ è stato gestito benissimo dalla Picenambiente, che ha raccolto 40 tonnellate di olio, grazie alla collaborazione del nostro concessionario d’area Adriatica Rottami, anche se ora la raccolta è scesa a poco di più di 26-27 tonnellate a causa della riduzione della nautica da diporto”.

Buoni risultati anche dal Comune di Ascoli, come ha ricordato l’assessore all’Ambiente Claudio Travanti: “In città abbiamo due punti di raccolta dell’olio usato, uno alla discarica di Relluce e uno in via Monini, vicino all’ex Carbon. Anche se in diminuzione, la raccolta è notevole: 3.370 litri nel 2009, 410 litri nel 2010, 900 litri nel 2011. Questo va ad aggiungersi alla raccolta dei privati, come officine e carrozzerie”.

Claudio Carducci, dell’Ufficio Ambiente della Provincia, spiega che l’ente “ha un importante ruolo nella raccolta dellì’olio specie nelle piccole imprese agricole, anche se a volte i continui aggiornamenti legislativi in materia rendono difficile la creazione di una solida e duratura filiera del recupero”.

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