ASCOLI PICENO – Come diventerà Ascoli nei prossimi anni? I progetti e i lavori in corso miglioreranno il gioiello piceno? Di questo – e di alcuni temi di attualità sollevati nelle ultime settimane – ne abbiamo parlato con l’assessore ai Lavori Pubblici Cesare Silvestri, che è anche vicesindaco.

Puntate molto sul nuovo contratto di quartiere su Monticelli. Quali sono i suoi aspetti principali?
“Innanzitutto credo sia molto importante il nostro intervento per l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche nell’asse centrale. C’è poi anche un’area parcheggio davanti alla scuola media, la realizzazione di una piazza, l’intervento con la piazza davanti alla Chiesa di San Giovanni Evangelista. Ricordiamo poi i progetti per le piste ciclabile, sia sul lungofiume vicino al velodromo, sia nella zona di Villa Lentina e Villaggio del Fanciullo”.

I detrattori affermano che in cambio di questo Monticelli subirà una nuova aggressione del cemento?
“Che dire? Rispetto agli anni in cui veramente Monticelli era un ingorgo di cemento, il rapporto tra residenti e metri quadrati di verde pubblico, anche grazie ai nostri interventi, sta nettamente migliorando. C’è una riqualificazione dell’area di levante e ponente, la realizzazione di una zona pedonale dalla zona ex McDonald fino a viale della Libertà. I benefici mi sembrano evidenti”.

Negli ultimi anni Ascoli, seppur con qualche fatica iniziale, ha iniziato a disegnare dei percorsi ciclabili.
“Proseguiremo il percorso ciclabile dal Centro Storico a Porta Maggiore con un ulteriore aggiunta, fino a viale Marconi. Questo progetto si abbina con l’idea di rendere la città fruibile, e infatti abbiamo ben cinque stazioni di bike sharing. Non dimentichiamo poi che appena una settimana fa abbiamo inaugurato l’autostazione, un ulteriore sforzo verso la mobilità dolce. Abbiamo delle resistenze dovute alla conformazione di Ascoli nella parte storica, ma abbiamo iniziato a tracciare una direzione irrinunciabile”.

Veniamo al Polo Universitario. L’opposizione su questo punto è alquanto battagliera.
“Noi siamo sereni. C’è un discorso tecnico e uno politico, e politicamente sappiamo che la scelta del Polo Universitario è fondamentale per il futuro di Ascoli. Il sindaco Castelli è riuscito ad ottenere 5 milioni di euro dalla Regione Marche, il che dimostra la validità di questa scelta. A livello tecnico, i lavori sono in corso, si tratta di un progetto notevole avendo tre diversi blocchi di intervento. In base al cronoprogramma i lavori dovrebbero finire entro il 2013. Rilanceremo l’università, la cultura, e anche il turismo cittadino. Poi è chiaro che ci possono essere delle incomprensioni tra la direzione tecnica e gli esecutori dei lavori, ma senza addentrarci nei dettagli di argomenti che non mi competono, penso che potremmo avere un’opera che sarà ricordata a lungo. Non vogliamo che sia un’incompiuta, ecco”.

Cosa accadrà allo stadio Del Duca?
“La struttura è stata dichiarata agibile dopo il sopralluogo dei tecnici, anche se restiamo vigili. Bisognerà affrontare il problema stadio nella sua totalità. Inizia a diventare una struttura grande e difficile da gestire, se pensiamo che il nuovo stadio della Juventus è calibrato per un pubblico di 40 mila spettatori. Purtroppo coi tagli ai bilanci pubblici, per il Comune diventa difficile programmarsi autonomamente. Io ho anche la delega alla Viabilità e devo aggiungere che, giocando di sabato pomeriggio, si creano numerosi problemi per il traffico, in un giorno importante per il commercio cittadino. Dover chiudere via delle Zeppelle e la circonvallazione è un problema. Ed ora il Del Duca non è più periferia, come quando fu costruito, ma è nel cuore del centro urbano”.

Alcuni angoli di Ascoli restano in uno stato di degrado. Pensiamo alla fontana vicino all’hotel Gioli.
“Sarà un nostro impegno, entro il 2013, di riqualificare quella zona, tanto importante per la città. Come, d’altronde, avvenuto con il restauro delle Fontane Pilotti. Occorre però che i cittadini conoscano anche le difficoltà che si hanno ad amministrare una città come Ascoli, oggi”.

Ad esempio?
“Abbiamo un territorio molto esteso da curare: parliamo di 390 chilometri di strade, 76 frazioni, e tanti interventi doverosi nel momento del bisogno. Tuttavia lo Stato centrale oramai fa molta fatica ad aiutare i Comuni: abbiamo speso 1 milione speso dall’alluvione del 2011 e 600 mila euro per l’emergenza neve del febbraio 2012, anticipati dal Comune che si trova così con le casse svuotate. Per la nevicata sembra che nessuno ci aiuterà, mentre stiamo ancora aspettando qualcosa per l’alluvione. Questo però non ci ha esentato di tanti interventi importanti: ad esempio abbiamo investito 190 mila euro per eliminare le barriere architettoniche, 303 mila euro per la piazza davanti alla Chiesa di San Giovanni Evangelista, 226 mila euro per la rotatoria di Porta Cartara. Quest’ultima è stata realizzata a tempo di record, in un punto con alta densità veicolare, grazie alla solerzia della ditta Giacobetti”.

Cosa ci si può aspettare per il futuro?
“Uno degli obiettivi più importanti è la realizzazione dell’Auditorium, che conterrà 400 posti a sedere. In città abbiamo strutture più piccole e il Teatro Ventidio Basso con 800 posti: mancava una sala intermedia che coniugasse qualità con quantità e costi di gestione adeguati. Pensiamo di aprirlo entro l’estate 2013”.

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