ASCOLI PICENO – Dopo il comunicato del Partito Democratico a favore di Pierluigi Bersani, avevo pensato già di scrivere un DisAppunto ad Antonio Canzian, assessore regionale del Pd e consigliere comunale del partito (dopo essere stato candidato sindaco per l’Arengo). Ma le voci che circolano, neanche tanto sommesse, attorno all’Arengo, mi costringono a scriverne due.

1. C’è una parte del Pd che vorrebbe che Canzian si dimettesse da consigliere comunale. Canzian risponde che lui non è un semplice consigliere comunale, ma l’ex candidato sindaco e dunque rappresentante dei tantissimi che lo hanno sostenuto nel 2009. Posizione ragionevole ma a questo punto occorrerebbe capire due cose: il Partito Democratico sconsiglia i doppi incarichi? C’è scritto nello Statuto? Se così non fosse, non si capirebbe perché Canzian dovrebbe dimettersi, se tutti gli altri non lo fanno. Ma certo tra le cose da limitare ci sono anche i doppi, tripli e quadrupli incarichi a cui, purtroppo, siamo abituati ad assistere con troppa rassegnazione. Perché appena trenta chilometri più ad est tutto il centrosinistra ha lamentato il doppio incarico di Piunti e Gabrielli (consiglieri comunali a San Benedetto e assessori provinciali). Allo stesso modo coloro che all’interno del partito vorrebbero che Canzian si dimettesse per lasciare spazio al giovane democratico Francesco Ameli, dovrebbero nettamente prendere posizione e argomentare in trasparenza. Non vorremmo che i Giovani Democratici soffrissero già di politichese e correntume.

2. Dal locale al globale. Nel comunicato il Pd “canzianiano-bersaniano” si smarca dalla politica del Pdl, ed è ovvio, ma con ancora più nettezza da quelle che sarebbero le ragioni del candidato alle primarie dello stesso partito, Matteo Renzi. Ora, anche questo è comprensibile, ma se si legge bene quello che viene scritto, davvero non si capisce più niente: “Non c’è nulla di peggio che presentare idee e comportamenti vecchi con un vestito nuovo! Però crediamo anche che non ci sia nulla di originale nel riproporre il neoliberismo o nel sostenere le posizioni di Marchionne!” Renzi, insomma, sarebbe un neoliberista pro-Fiat. A mio modesto parere, questo è persino troppo elogiativo. Renzi non è un neoliberista, ma un politico furbo nel maneggiare al comunicazione, e ha capito che un certo tipo di comunicazione riesce ad attrarre su di lui le simpatie di quasi tutto il vecchio centrodestra, oramai finito (si vedano gli elogi del sindaco Castelli) e di una parte dei “sinistrorsi” delusi dal Pd: immaginare ideali o scenari fantapolitici o fantaeconomici dietro tutto questo mi sembra eccessivo. Allo stesso modo, semmai un giorno dovesse davvero guidare questo paese, Renzi sarà capace di fregarsene del neoliberismo e di Marchionne, e di prendere tutti a pernacchie. Un po’ come Silvio: l’amor proprio è superiore a tutto. Anche alle ragioni di Stato, o di partito. Consenso, solo consenso. Ma sto divagando.

Il lato comico è che Canzian e i suoi sostengono un gruppo di potere che, nell’ultimo anno, ha davvero scritto l’agenda neoliberista. Ed ora accusano altri di essere tali. E ancora: “Nel provare con coraggio a disegnare un’alternativa all’attuale oligarchia finanziaria che governa l’Europa e che sta creando abissali ingiustizie e lacerazioni sociali che rischiano di alimentare la violenza”. Tutto giusto, per carità. Ma tutto sottoscritto dal Partito Democratico non con comunicati e dichiarazioni di intenti, ma arrivando alla modifica Costituzionale e vincolando il paese ad un assurdo Patto fiscale ventennale. O al Mes. O ai banchieri (Draghi) che dettano la linea ai governi. Non ci risulta che Canzian abbia pubblicamente speso un minimo di sua contrarietà. Né – ma potremmo sbagliare – che nel Pd provinciale vi sia stato chissà quale approfondimento della base. Tutto calato dall’alto, mangiato, digerito, accettato. Votato.

Onestà vorrebbe due comportamenti coerenti: o quando arriva Bersani gliele si canta, per aver svenduto quello che è attualmente il più grande partito popolare italiano “all’oligarchia finanziaria che governa l’Europa”, oppure si evita di rincorrere il grillismo non avendo le cartucce adatte, e ci si tiene quello che si ha.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 520 volte, 1 oggi)