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ASCOLI PICENO – Se lo scontro tra il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani e il rivale Matteo Renzi (senza dimenticare il terzo incomodo, Laura Puppato, e Niki Vendola di Sel) sembra polarizzare la discussione interna al partito, un gruppo di giovani “ventenni, trentenni e quarantenni”, come loro stessi si definiscono, lanciano delle proposte da sottoporre all’attenzione (e quindi approvazione) dell‘Assemblea provinciale del Pd piceno, e, a cascata, a quelle regionali e nazionali.

Si tratta di tre proposte, alcune delle quali contenute già nello Statuto del Partito Democratico ma, di fatto, disattese.

La prima riguarda il “limite delle due legislature consecutive per ogni ruolo di rappresentanza istituzionale, concluse le quali viene applicato il principio di incandidabilità per il medesimo ruolo svolto, e applicato per candidature relativa a consiglio comunale, provinciale, regionale, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica”.

La seconda invece tratta lo stesso tema ma ne rafforza la rigidità: ovvero la non candidabilità per chi ha ricoperto lo stesso incarico per due legislature consecutive anche nel caso in cui vi sia stata, tra il momento della candidatura e quello della carica, un intervallo temporale. In pratica chi, ad esempio, è stato sindaco per due volte consecutive e poi sia passato ad altri incarichi non può ripresentarsi come sindaco 5 o 10 anni dopo il termine dell’ultima legislatura (come provò Rutelli nel 2008, a Roma).

La terza, già prevista dallo Statuto del Pd, parla di “incompatibilità nel ricoprire più funzioni di rappresentanza istituzionale contemporaneamente“.

A queste tre “regole d’oro” vi è la possibilità di deroga, pensata per lo più per le situazioni di piccoli comuni: questa dovrà però “essere approvata con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei votanti nella Assemblea Territoriale competente“.

“Noi siamo rinnovatori e stigmatizziamo l’uso di termini quali ‘rottamatori’, oggi in voga – spiega il sindaco di Offida Valerio Lucciarini – Siamo qui per fare proposte politiche che non abbiano nulla a che vedere con il carrierismo, e difatti sosteniamo tutti Pierluigi Bersani. Questi tre punti potrebbero essere un momento importante per il nostro partito: lo sottoporremo presto all’attenzione dell’Assemblea Provinciale auspicando una sua approvazione, per poi cercare di coinvolgere le assemblee regionali e nazionali sugli stessi argomenti”.

“Questo è un documento contro i leaderismo e a favore dei collettivi – aggiunge Matteo Terrani, segretario regionale dei Giovani Democratici – Siamo tutti giovani e vogliamo cambiare il partito dall’interno, come ci chiedono i cittadini, e non cercando visibilità personale come i cosiddetti rottamatori”.

Al coro si aggiungono Gianluca Pompei, dei Giovani Democratici di San Benedetto (“Non chiediamo regole ad personam, ma nuove regole per tutti”) e Francesco Ameli, anche lui dei Gd, per i quali ha un incarico nazionale: “Il nostro obiettivo sarà avere la condivisione di tutti, sia di chi sostiene Bersani come noi, sia chi sostiene Renzi e Laura Puppato”. Francesco Di Vita, segretario cittadino dei Giovani Democratici, conclude: “Il rinnovamento lo si fa dalla base, tutti insieme, non semplicemente candidando un quarantenne alla guida del partito”.

Sul tema delle incompatibilità (che in Provincia di Ascoli riguardano essenzialmente il doppio ruolo di Antonio Canzian, assessore regionale e consigliere comunale ad Ascoli, e Paolo D’Erasmo, consigliere comunale a Ripatransone e consigliere provinciale, anche se quest’ultima carica sta per decadere considerando il decreto di riforma governativa sulle Province), Lucciarini taglia corto: “Non siamo qui a valutare la posizione individuale ma a tracciare un percorso futuro del partito, ricordando che la deroga prevista è uno strumento utile a valutare caso per caso”.

I firmatari di questa proposta sono: Valerio Lucciarini, Matteo Terrani, Francesco Ameli, Gianluca Pompei, Francesco Di Vita, Sandro Zocchi, Silvano Evangelisti, Alessio Ceci, Massimo D’Angelo, Fabio Straccia, Sara Moreschini.

Del “caso Canzian” ad ogni modo riferiremo in altro articolo.

 

 

 

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