ASCOLI PICENO – Per qualcuno (anche commentatori di PicenoOggi.it) la polemica sembra eccessiva, ma la questione dello spot Vodafone in Piazza del Popolo suscita ora le ire della sezione di Italia Nostra di Ascoli, che tramite il presidente Gaetano Rinaldi ha scritto oggi, lunedì 5 novembre, una lettera indirizzata al sindaco di Ascoli Guido Castelli, alla direttrice dei Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Lorenza Mochi Onori, e al Soprintendente per i Beni Culturali delle Marche, Stefano Gizzi, oltre che al Presidente del Consiglio Regionale Giovanni Bambozzi.

L’oggetto è chiarissimo: “Uno spot pubblicitario a Piazza del Popolo: il gioco non vale la candela”.
“La famosa e delicata Piazza del Popolo è completamente occupata da alcuni giorni da camion, autoarticolati, pista di ghiaccio e chi più ne ha più ne metta, per la realizzazione di uno spot pubblicitario di una delle aziende del settore telefonico. È stato affermato che dalla trasmissione dello spot sulle emittenti televisive nazionali deriveranno solidi ed efficaci benefici anche promozionali per la città che ospita le riprese” scrive Rinaldi.

Che continua: “Sono leciti i dubbi al riguardo. Infatti pochi riusciranno a capire che lo spot è stato girato nella famosa Piazza di Ascoli. Quindi una vera e propria aggressione al pregio e alla delicatezza della Piazza per un ritorno in termini di promozione della città veramente esiguo. D’altronde, anche se la promozione dovesse risultare più efficace, restiamo convinti della inopportunità dell’iniziativa. Infatti un luogo così prezioso e delicato come Piazza del Popolo richiede un rispetto assoluto della sua armonia, del suo pregio, della sua integrità”.

“Ben altri, a nostro parere, sono gli strumenti da utilizzare per promuovere la città, strumenti che mettano in risalto la sua importanza architettonica, l’integrità del suo tessuto urbano, la commovente armonia ed eleganza delle sue piazze. Sono quelle caratteristiche che hanno fatto dichiarare al famosa astrofisica Margherita Hack ad uno dei più famosi giornalisti della televisione russa, che le chiedeva cosa fosse opportuno visitare per avere un’idea più significativa dell’immagine dell’Italia, che non era opportuno recarsi nelle consuete e tanto decantate città, sovente meta di un turismo illimitato e senza qualità, bensì nella più appartata, integra e stupefacente Città delle Cento Torri” si legge nella lettera.

Rinaldi punta poi su una precisa definizione dei Beni Culturali e del Paesaggio, insieme nel quale rientra Piazza del Popolo: “Ai sensi di legge non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”.

“E, al riguardo – conclude Italia Nostra – tanti e fondati sono i dubbi che sorgono sull’uso che della Piazza si sta facendo per la realizzazione del “famoso” spot pubblicitario”

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