CASTEL DI LAMA – L’assessore all’Agricoltura e allo Sport del Comune di Castel di Lama Tommaso Amadio risponde all’opposizione di centrodestra che “negli ultimi giorni, con volantini distribuiti porta a porta, sostengono che il campo sportivo di via Tevere ha rischiato di chiudere le porte ai ragazzi della scuola calcio”.

“Il campo sportivo in questione – sostiene Amadio – negli ultimi anni è costato al comune oltre 100 mila euro per manutenzione ed utenze. Nel corso degli anni siamo riusciti a ridurre i costi a circa 50 euro annui. Personalmente, sono convinto che tali spese possono essere abbassate ancora, da cui la scelta di trasferire la scuola calcio sul campo sintetico “Toni Stipa” inaugurato qualche anno fa. Si sottolinea che l’uso d’ambedue i campi è gratuito. C’è però da precisare che il campo in erba sintetica, non abbisogna di particolare manutenzione, mentre quello di Via Tevere necessita di manutenzione ben più costosa perché in erba naturale. Inoltre, c’è da precisare il trattamento di “particolare attenzione” che consente ai giocatori di scuola calcio il privilegio di poterne usufruire gratis, al contrario di tutte le altre società sportive giovanili: dal tennis alla pallavolo e quant’altro. Costoro pagano l’utilizzo delle strutture. Fatto quanto mai curioso e significativo, la stessa società di calcio giovanile (che conta circa 150/200 iscritti per una cifra di iscrizione che tutti conoscono) che pretende di giocare gratuitamente nel campo di via Tevere, prenota e paga regolarmente un impianto sportivo privato che lo stesso proprietario – gestore ha costruito su terreno avuto in omaggio dall’amministrazione comunale. Si sarebbe invece dovuto provvedere al completamento dell’opera faraonica avviata, compresa la riapertura della strada comunale, preesistente, d’accesso al cimitero”.

“Ci si chiede: perché pretendere un campo sportivo anziché un altro? Cosa c’è dietro la manovra che ha portato i genitori dei ragazzi a protestare contro il campo “Toni Stipa”?  Dai fatti descritti, è evidente che, da una parte si concede, e, dall’altra si chiede ben più del dovuto. Spontaneo l’interrogativo: a chi interessa tutto ciò? Riguardo la palestra di Via Adige, da anni gestita dalla Pro Loco, oggi passata alla gestione Uisp. Si contesta il canone a cui vengono dati in gestione i locali: 9 mila euro annui; cifra invariata da anni. L’importo riesce parzialmente a coprire il costo delle utenze di gestione. Si consideri che la palestra è utilizzata ogni mattina e due volte il pomeriggio dall’adiacente scuola elementare. La stessa società Uisp, appena entrata in possesso della struttura, ha provveduto a costi di manutenzione piuttosto consistenti” scrive Amadio.

“Infine, per quanto concerne il Piano regolatore, è bene precisare che chi oggi polemizza ha approvato vecchie e scandalosi piani regolatori che hanno cementificato buona parte del territorio comunale. Oggi, si sta cercando di recuperare il possibile con un tecnico serio e qualificato come l’architetto Pizza (che ha già lavorato in tal senso per il comune di Grottammare portandolo a notorietà nazionale); protesta tardiva e pretestuosa che non rende servizio a nessuno. Aggiungo, a titolo personale, che, se un giorno dovessero venire a mancare i fondi per il sociale: asilo nido, assistenza anziani e portatori di handicap, situazioni d’emergenza di svariata natura, non avrei dubbi e perplessità nel chiudere il campo sportivo” termina l’assessore.

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