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ASCOLI PICENO – Fra poche settimane tutti gli ascolani potranno vedere il nuovo Piano Regolatore. Intanto, al Circolo Cittadino, i soci del Rotary Club di Ascoli hanno incontrato, durante un momento conviviale, lo stesore del Piano Regolatore, il professor Pierluigi Cervellati – che redige il Prg in collaborazione con gli architetti ascolani Serafino Guaiani e Alessandro Traini – il quale ha illustrato alcune delle linee guida del lavoro fin qui svolto.

Alla presenza del sindaco Guido Castelli, dell’assessore all’Urbanistica Luigi Lattanzi e del presidente della Provincia Piero Celani, e introdotto dal presidente del Rotary Stefano Baglioni (“Il nostro è un servizio al territorio, perché vogliamo permettere informazione e coscienza dei cittadini”), Cervellati ha dichiarato che “il Piano sarà un punto di riferimento valutando l’attuale momento di crisi economica ma anche culturale. Devo dire che Ascoli mantiene una sua forza e un decoro e una pulizia che ad esempio nella mia Bologna è andata persa. Abbiamo cercato di connettere le aree costruite con il territorio da non abbandonare, perché ci sono zone che ricordano dipinti di Piero della Francesca”.

Turismo e “nuova” agricoltura rappresenteranno comunque due temi forti del Piano: “L’agricoltura si sta già trasformando ma dovrà diventare, insieme, un elemento di tutela del territorio e di redditività per gli agricoltori quasi terziarizzati. Così che dovrà essere capace di integrarsi col turismo”.

Qui Cervellati fa riferimento a tre elementi chiave di quella che dovrebbe essere l’Ascoli del futuro: “Avete i due fiumi che cingono il centro storico, e dovranno diventare un Parco Fluviale in grado di attrarre visitatori e una cura della natura. Inoltre ci sono tanti centri minori che si stanno svuotando e quindi dovranno essere riorganizzati, perché i cosiddetti beni comuni sono sotto attacco a causa della crisi economica. E inoltre dovremo recuperare alcuni palazzi stupendi del centro storico, che mi piange il cuore a vedere così; alcuni sono anche di proprietà dell’amministrazione comunale. Bisogna pensare a come reimmetterli nella vita cittadine: parlo ad esempio dell’ex Palazzo Merli, il cui scheletro enorme potrebbe contenere parcheggi, palestre, terrazze verdi. Dobbiamo fare di Ascoli un polo culturale ancor più ricco di biblioteche, cinema, teatri, librerie: è dimostrato che in questo modo è possibile attrarre anche nuovi investimenti economici”.

Naturalmente grande valenza avrà la zona industriale e la bonifica dell’area ex Carbon. E inoltre: “Il Piano deve essere costruito con i cittadini, per giungere alle scelte migliori. Qui con me non ho delle tavole da illustrare, ma viviamo in un momento diverso rispetto, ad esempio, a quello del dopoguerra, quando il Piano Casa di Fanfani diede lavoro a migliaia di famiglie. Oggi dobbiamo invece recuperare, appunto, agricoltura e turismo. Ascoli è città ricca di tesori nascosti”.

Un Piano, quello di Cervellati, che non dovrebbe prevedere una città che vada oltre i 60 mila abitanti. Il sindaco Castelli ha ricordato come “Ascoli aspetta un nuovo piano regolatore dal 1972, ed è una città che deve garantire servizi su un territorio vastissimo, pari a 160 chilometri quadrati, con una popolazione quasi simile a quella di San Benedetto, che però si sviluppa su appena 25 chilometri quadrati, con costi quindi più sostenibili”.

L’assessore Lattanzi e il presidente della Provincia Celani sono intervenuti soprattutto su alcune questioni dell’area industriale in cui riferiremo in altro articolo.

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