ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Micaela Girardi.

E’ comprensibile il distacco e la sfiducia che serpeggia tra i cittadini nei confronti della politica.

Ma, se ci si sforza di ragionare sulle dinamiche della democrazia si comprende che l’unica strada possibile è quella di attivarsi per una politica migliore quale antidoto ai dispotismi e agli oligopoli dei potentati economici.

Personalmente, sono una mera attivista appassionata del Partito Democratico; ma sono convinta che questo argomento riguardi tutta la comunità.

La Fondazione di origine bancaria (Carisap) si trova a gestire soldi provenienti dal risparmio della comunità locale e si è contraddistinta negli ultimi anni per un arroccamento su discutibili destinazioni delle erogazioni e su investimenti in perdita operati in circostanze esorbitanti dai principi a cui la Fondazione deve attenersi.

La leadership attuale ha già condotto tre mandati consecutivi, in assenza di minoranze dissenzienti.

Nonostante una espressa disposizione che pone il limite in due mandati, il Presidente ha l’ardore e il candore di presentare nuovamente la sua candidatura per il quarto mandato consecutivo.

La notizia esce sulla stampa il giorno dopo che insieme ad un “archistar” – che parla imitando Crozza e presenta disegni fatti a mano libera con la penna – il Presidente ha parlato di nuovo consumo di suolo, con investimenti di svariate decine di milioni di euro nella già parecchio antropizzata costa adriatica (ci si riferisce a Bernard Tschumi, presente martedì scorso a Grottammare, clicca qui per servizio e video).

Quando una persona (si riferisce al presidente Vincenzo Marini Marini, ndr) pensa di immolarsi a vita in una carica di potere economico, rivestendo al contempo ruoli come la Presidenza del Collegio Sindacale di Cassa Depositi e Prestiti Investimenti, e stipulando solide intese economiche con il gotha dell’economia come nel caso delle iniziative sul cosiddetto “housing sociale” insieme alla Banca Finnat della famiglia Nattino, ritengo sia dovere giuridico e morale della politica e delle istituzioni democraticamente elette intervenire con tutti gli strumenti democratici affinché la autoreferenzialità dei poteri economici non tenga in scacco un territorio, privandolo delle risorse economiche oggi indispensabili come l’ossigeno.

Si accantonino dunque contrapposizioni politiche e sia il sindaco di Ascoli a reagire per primo.

 

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