Dal n. 940, del 19 novembre 2012, del settimanale Riviera Oggi. In vendita in tutte le edicole.

CASTEL DI LAMA – “Non penso che si possa spegnere per così tanto tempo”. Questo il parere di Patrizia Rossini, sindaco di Castel di Lama, sulla chiusura durata sette mesi, avvenuta nel 2010, della centralina di Campolungo. “Non è chiaro per quale motivo l’abbiano disattivata – afferma Rossini – la Regione ritiene che gli sforamenti continui siano dovuti all’aumentare del traffico, considerati i numerosi centri commerciali che sono nati negli ultimi anni. Ci impose così, dal 2011, di limitare l’intensità delle Pm10 mediante il divieto di accesso, nelle zone critiche, alle auto non munite di dispositivi antinquinamento, mediante l’installazione di appositi cartelli stradali. Una segnaletica che non è supportata, però, da un controllo del territorio specializzato da parte degli Enti, come la Regione, alla quale abbiamo chiesto più volte assistenza”.

“Inoltre – prosegue – proprio nelle vicinanze, esiste un sottopassaggio incredibilmente stretto, perpendicolare alla Salaria, dove, nei momenti di grande traffico, molte auto rimangono ferme col motore acceso. Tutto questo, ritengo, debba essere approfondito. La Regione ci chiede di emettere ordinanze, ridimensionando l’allarme inquinamento al traffico. E’ una forma di deduzione, anche se logica, che però non ci basta. Chiedemmo, nel 2011, anche una centralina mobile che avrebbe potuto registrare dati in più punti diversi. Richiesta mai soddisfatta”.

Poi c’è la Ocma, la fonderia attiva nella fabbricazione di profilati in alluminio, che si trova a poche centinaia di metri dalla centralina, a preoccupare il primo cittadino lamense. Qualche anno fa l’opificio finì al centro della cronaca locale per lo stoccaggio illecito di oltre 1500 tonnellate di rifiuti depositati in alcuni capannoni di sua proprietà, posta sotto sequestro dai Carabinieri del Noe di Ancona nel 2010. Rifiuti che ancora oggi giacciono all’interno di alcuni capannoni. L’Ocma, il 3 agosto scorso, chiese ed ottenne una ulteriore proroga per lo smaltimento, fissata dal Comune di Ascoli entro e non oltre il 28 febbraio 2013.

Al centro dell’attenzione della comunità residente, però, ci sono “i fumi della fonderia – aggiunge il sindaco – che per un periodo avvolgevano in maniera preoccupante il territorio a ridosso di Castel di Lama”. Emissioni, in realtà, mai sopite, considerando che fino alla prima decade di ottobre il comitato antinquinamento di Castel di Lama, ne segnalava ancora la presenza.

“Nel 2011 denunciammo ai Nas e all’Arpam l’esistenza di questi fumi anomali rilasciati dalla Ocma, in tarda notte o di primo mattino. Credo che abbiano fatto dei controlli, ma da allora non abbiamo saputo più nulla. Il nostro comune cerca di educare, soprattutto i giovani, al rispetto dell’ambiente. Ma se Enti, come la Regione, Provincia e l’Arpam, non ci aiutano in questa opera di sensibilizzazione, con accurati controlli, tutto diventa più difficile. Noi ci fidiamo delle istituzioni. Ma al momento la raccolta di dati, da parte della centralina, è fine a se stessa se poi questi non vengono incrociati con il registro dei tumori e, dunque, con casi di patologie eventualmente connesse al rischio Pm10″.

“Andrebbe istituita una task force per l’ambiente – conclude -, coinvolgendo esperti in materia e i rappresentanti degli enti preposti al controllo ed alla gestione di questi apparati, per far sì che queste denunce formali non cadano nel dimenticatoio. Ma soprattutto per avere adeguate rassicurazioni in merito. Tuttavia se nel 2011 c’è stato uno sforamento, oltre il limite imposto dalla legge, fino a che punto il diritto alla salute dei cittadini, sancito peraltro dalla Costituzione,  nella nostra zona, viene salvaguardato?”.

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