MALTIGNANO – Uno scarico o una “emissione” di idrocarburi: questo dovrebbe essere il motivo per i disagi che si sono avvertiti a partire dalla notte di giovedì e per tutta la giornata di venerdì tra le popolazioni di Maltignano, Castel di Lama e per gran parte della Vallata del Tronto.

Il sindaco di Maltignano, Massimo Di Pietro, afferma in una nota che “secondo le prime indiscrezioni, quanto si è verificato in attività all’interno del territorio di Maltignano conferma le tesi, le preoccupazioni e le prese di posizioni ad esse conseguenti, che questa amministrazione ha espresso nelle sedi opportuno da almeno tredici anni. Quindi prosegue nella richiesta che abbia finalmente termine una situazione di difficile convivenza, qualche volta impossibile, soprattutto tra la popolazione di Caselle, costretta a convivere con periodici odori nauseabondi, ed alcune attività produttive”.

“L’ amministrazione comunale di Maltignano, soprattutto in attesa dei rapporti e dei risultati di analisi degli accertamenti eseguiti venerdì, conferma che non intende criminalizzare alcuno né perseguire politiche che potrebbero metter a rischio posti di lavoro” continua il sindaco.

“Chiediamo solo chiarezza sulla compatibilità ambientale di determinate attività, già da tempo richiesta e sulla quale ancora gli organi preposti non hanno ufficializzato la propria posizione. Tale verifica di compatibilità , oltre ai citati disagi, innumerevolmente segnalati anche da questa amministrazione, riguarda soprattutto la prossimità della sponda del fiume Tronto, la collocazione di alcune attività in zona identificata esondabile dall’attuale Pai e l’eccessiva vicinanza da una località, quale quella di Caselle, sui cui insistono siti sensibili come la scuola dell’infanzia “Giovanni Paolo II” e gli impianti sportivi. Queste valutazioni stridono con l’autorizzazione della Regione Marche datata 1997 sulla quale certe determinazioni tecniche sono assenti o non rispondenti alla realtà, riflessioni già ufficialmente manifestate da questa amministrazione nelle conferenze dei servizi opportune e nonostante le quali la stessa Regione Marche, che stranamente predilige zone di confine per individuare determinati siti, non sottopose determinate attività al Via valutazione di impatto ambientale” conclude il primo cittadino..

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