ASCOLI PICENO – Un altro passo verso quella “Ascoli Città Europea della Cultura” di cui, all’ultimo Consiglio Comunale, parlava il sindaco Guido Castelli. Domani, sabato 1° novembre alle ore 17, verrà riaperta la sezione Picena del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno, intitolata “Bronzo, ferro, ambra: i Piceni ad Ascoli“.

Chiuso per quattro anni, l’intervento della Soprintendenza regionale delle Marche, attraverso l’impegno del direttore generale Lorenza Mochi Onori, ha consentito di superare i blocchi dei fondi e problemi relativi alla burocrazia e al taglio del personale alla Soprintendenza.

Il primo piano del museo ospiterà dunque i reperti dei Piceni a partire dal IX° secolo avanti Cristo fino al I° secolo a.c. I materiali inventariati e reperiti anche recentemente in collaborazione con gli enti locali attraverso gli scavi, il restauro dei reperti in passato abbandonati, ha consentito di ampliare l’esposizione rispetto alla precedente con nove quattro sale, il doppio di reperti archeologici esposti ed un allestimento completamente rinnovato, anche grazie al contributo dell’architetto Giuseppe Berrucci.

“Questo è un ulteriore tassello culturale per Ascoli – afferma Lorenza Mochi Onori – Una città bellissima che però fino a qualche anno fa sembrava non accorgersi di queste potenzialità. Invece questo museo si inserisce nella rete di musei cittadini, tutti molto vicini, che rappresentano una importante fonte attrattiva al di là della singola fruizione”.

Nora Lucentini, della Soprintendenza regionale, aggiunge: “Con gli scavi di fine ‘800 a Cupra e a Belmonte Piceno si aprì un grande approfondimento sulla civiltà dei Piceni, ma a causa della Seconda Guerra Mondiale molti reperti andarono distrutti o rovinati. Quindi vi è stato un grande lavoro di recupero e catalogazione, e con gli scavi più recenti di Montedinove e Colli del Tronto siamo giunti complessivamente a possedere 15 mila reperti”. Di questi, circa 500 saranno esposti al primo piano del Museo Archeologico.

I lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio e di allestimento museale realizzati con i fondi Lotto per un importo complessivo di 1,756.113,83 euro, continueranno con l’allestimento della sezione Preistorica al secondo piano e il riallestimento della sezione Romana a piano terra.

Ma non finirà qui: infatti il Forte Malatesta, nella prima parte del 2013, ospiterà altri reperti relativi ai Piceni e, aggiunge il sindaco Castelli, “anche un Museo d’Armi attraverso un collezionista ascolano che affiancheranno i reperti dei Longobardi e dei Piceni e il Museo Archeologico. Riguardo il Forte Malatesta stiamo lavorando sul bilancio per riqualificare le sale, e inoltre per riqualificare anche il palazzo che accoglie il Museo Archeologico, in modo che la nostra ‘Grande Place’, Piazza Arringo, possa migliorarsi ancora”.

Il Museo sarà aperto alle visite tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, tranne il lunedì mattina. Probabilmente si provvederà ad una integrazione dei biglietti dei musei presenti nel centro storico (Pinacoteca Comunale, Museo Diocesano, Museo Archeologico, Forte Malatesta).

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