ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Marco Cappelli, consigliere comunale della Lista Castelli.

Intendo intervenire sulla questione del ritiro delle deleghe al signor Travanti ed in particolar modo sulle farneticazioni di quest’ultimo in merito a presunti strapoteri degli ex An nell’amministrazione Castelli.

Mi preme innanzitutto sottolineare che l’amministrazione comunale di Ascoli rappresenta un esempio di quello che il Pdl doveva rappresentare in tutto il paese ovvero una perfetta sintonia tra uomini e donne provenienti da diverse componenti sociali e politiche uniti però da una identità di vedute e progetti di buona amministrazione.

E tutto ciò è più che evidente nella composizione della giunta e del consiglio comunale, dove comunque, Travanti a parte, regna una condivisione delle scelte ed un’analoga visione strategica del futuro cittadino da parte di persone che, a differenza di quanto ha sempre fatto l’ex assessore, non amo classificare come ex An, ex Forza Italia, ex Udc, ecc.

Alla base del ritiro delle deleghe infatti, non vi è alcuna vendetta, ritorsione o chissà cosa, bensì una semplice perdita di fiducia del sindaco, come lui stesso peraltro ha dichiarato, nei confronti del signor Travanti che, a quanto pare, ha impegnato più tempo a coltivare ed alimentare fantasmi di complotti che ad assolvere i compiti connessi al proprio mandato di Assessore.

Ed appare evidente a tutti, amministratori e cittadini, che dalle parole cariche di astio e rancore del signor Travanti, emerga ben poca affidabilità dell’ex assessore; dalle medesime parole, con cui si preannuncia un intervento di un “signore di Mediaset” su Berlusconi per tutelare la posizione di Travanti, emerge inoltre chiaramente l’idea di politica che lo stesso ha fino ad oggi avuto.

Alla luce di ciò ritengo che dietro le accuse del signor Travanti vi sia non tanto una sudditanza psicologica nei confronti degli ex An, bensì un consapevole e giustificato senso di inferiorità rispetto alla politica in genere, intesa nel significato più nobile del termine.

Ritengo inoltre doveroso sottolineare come vi sia stata sempre nell’amministrazione Castelli totale condivisione delle scelte anche da parte delle liste civiche (chi scrive, seppur componente del Coordinamento Provinciale del PdL è stato eletto in una lista civica), ed anche come nelle società partecipate non vi siano state nomine dettate sulla base della provenienza politica, bensì sulle competenze specifiche e sull’oggettiva affidabilità (affidabilità, chiaro signor Travanti?) degli incaricati.

Quanto all’apprezzamento delle parole dell’ex sindaco Allevi preferisco tacere poiché apparirebbe ironico augurare al signor Travanti di trovare “dall’altra parte della barricata” quella stima e quell’apprezzamento che, nel suo passato di amministratore nella coalizione di centro-destra, non è riuscito a conquistarsi.

Occorre a questo punto girare pagina in fretta, Ascoli ha bisogno di essere amministrata in un momento di difficoltà economica e sociale globale, e non può perdere tempo dietro i capricci di chi, a mio modestissimo parere, avrebbe potuto meglio ripagare la fiducia avuta dal proprio elettorato.

Auguro un buon lavoro al sindaco ed all’amministrazione tutta, così come il più sincero “in bocca al lupo” al signor Travanti per la nuova attività imprenditoriale.

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