CASTEL DI LAMA – Le accuse lanciate dall’Assocazione Nazionale Costruttori Edili sono precise: ”Il Patto di Stabilità Interno, che limita fortemente la capacità di investimento degli enti locali, continua a rappresentare la principale causa di ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Questi ritardi hanno infatti raggiunto livelli allarmanti: 19 miliardi di euro. Quanto ai tempi di pagamento, le imprese che realizzano lavori pubblici vengono pagate dopo circa 8 mesi, con picchi massimi di 2 anni”. Comincia così l’allarmante disamina di Franco Gaspari, rappresentante dell’Ance ascolano, che condisce le succulente prelibatezze preparate dallo staff di Villa Sgariglia, durante la consueta cena di Natale che si è svolta venerdì scorso, con un cocktail ingredienti esplosivi fatti di numeri ed analisi, chiaramente precisi e puntuali, ma che allo stesso tempo fotografano una situazione divenuta oramai insostenibile per l’intero settore.

D’altronde, la crisi non riguarda semplicemente gli immobili, ma l’edilizia nel suo complesso, in relazione al fatto che ad essa è collegata un intero indotto composto da maestranze, aziende e soprattutto da famiglie che negli ultimi hanno dovuto subire, tra le altre cose, un irrigidimento del settore bancario nella concessione di mutui. “ I mutui erogati per l’acquisto di abitazioni, continua Gaspari, hanno registrato un calo del 21%, tra il 2007 ed il 2011, con un 48% nei primi sei mesi del 2012.Nel caso delle imprese impegnate nei lavori pubblici, emerge una domanda di credito crescente ed una grande difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari, soprattutto per le anticipazioni su fattura. Questa dinamica sta provocando forti tensioni economico-finanziarie, acuite anche dalle pressanti richieste di rientro, da parte degli istituti di credito, che nella maggior parte dei casi sfociano in situazioni di crisi aziendali”.

Il rischio di uno scenario economico del genere, che secondo l’Ance anche nel 2013 non sarà molto diverso, potrebbe sfociare in una deindustrializzazione ancor più allarmante di quella attuale. “Il 2012 pensavamo fosse l’anno della ripartenza – tuona Gaspari -. Invece ci troviamo di fronte ad una ricaduta del malato”. Dalle denunce del mese di settembre, emerge, infatti, che all’appello mancano 160 ditte e di conseguenza almeno 600 lavoratori, rispetto al mese di ottobre 2011. Secondo gli ultimi dati, i posti di lavoro persi, entro la fine del 2012, raggiungono le 360.000 unità. “Dati, secondo Gaspari, paragonabili a 72 volte l’Ilva di Taranto, 450 volte l’Alcoa o 277 volte Termini Imerese. Negli ultimi 12 mesi, la nostra Cassa Edile, che vede riunite le provincie di Ascoli e di Fermo, rileva una ulteriore flessione occupazionale, e del numero delle imprese iscritte, di oltre il 20%; mentre negli ultimi 6 anni, il settore ha perso il 30% in ordine degli investimenti, ed attualmente si colloca su livelli di attività tra i più bassi degli ultimi 40 anni”.

Agli Edili, inoltre, non convince nemmeno l’Imu. Un accanimento inutile e dannoso, considerato dagli operatori del settore una sorta di “patrimoniale” sugli immobili che produce effetti penalizzanti, soprattutto in riferimento di quelli acquisiti per investimento. “A tal proposito, aggiunge Gaspari, voglio ricordare che abbiamo chiesto ai comuni l’eliminazione dell’Imu sugli immobili destinati alla vendita e sulle aree destinate alla edificazione. Ringrazio il comune di San Benedetto del Tronto per aver aperto un tavolo di confronto sull’argomento”.

Sul piatto delle possibili soluzioni, tra le altre cose, il rappresentante degli Edili propone di accelerare l’utilizzo di fondi disponibili e ridurre i tempi burocratici, il “Project Financing” (attraverso il Paternariato Pubblico – Privato), il “Piano Città”, e con un inciso sulle varie opere in atto “sul nostro territorio, conclude, mirate allo sviluppo di progetti di riqualificazione urbana, come l’area Ex Carbon e dell’area portuale di San Benedetto”.

Alla cena di fine anno hanno partecipato numerosi esponenti delle istituzioni, tra cui il Presidente di Confindustria Ascoli, Bruno Bucciarelli, l’assessore regionale Antonio Canzian, il sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, il Prefetto Gabriella Patrizi – che nel suo intervento introduttivo ha espresso piena disponibilità ad instaurare un tavolo di concertazione tra le categorie -, il Presidente della Provincia, Piero Celani, il Presidente del Consiglio Comunale sanbenedettese, Marco Calvaresi e numerosi esponenti della Cassa Edile ascolana.

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