ASCOLI PICENO – Cinque anni di reclusione e 1800 euro di multa a Rosa Bevilacqua; due anni e tre mesi e 750 euro di multa a Sascia Santapaola; quattro anni e sei mesi e 1500 euro di multa ad Antonino Galletta; un anno ed otto mesi di reclusione e una multa di 500 euro ad Enzo Di Felice. Questi gli anni di carcere, più le multe accessorie, comminate ieri pomeriggio, 12 dicembre, dal Collegio Giudicante del Tribunale di Ascoli Piceno ( composto dal Giudice Monocratico, Giuliana Filippello, dal Giudice Marco Bartoli e dal Giudice Bruno Fedeli) che ha convalidato in pieno i 20 capi di imputazione a loro carico.

Il gruppo di truffatori, tre di loro residenti a Pescara ed uno a Chieti, è finito dietro le sbarre perché dal 2004 seminavano il panico tra le zone di Ascoli Piceno, Foggia e Civitanova Marche, truffando alcuni anziani con il cosiddetto sistema della “truffa all’americana” o del “lascito ereditario”.

Quindici colpi portati a termine nella sola zona di Ascoli Piceno. Il sistema da loro adottato era tanto semplice quanto efficace: in sostanza, facevano credere alle potenziali vittime di poter ricevere una parte della somma che sarebbe stata devoluta ad unente benefico. Il tutto condizionato dal fatto di intascare subito una quota, compresa tra i 5 mila e 12 mila euro, per poter pagare il rogito notarile che avrebbe ufficializzato l’atto di donazione. Quando le vittime cadevano nel tranello, consegnando loro la soma richiesta, la banda di truffatori, in alcuni casi, con una scusa, invitava gli anziani ad allontanarsi per comperare le marche da bollo necessarie per validare l’atto dal notaio. Al loro ritorno, i banditi erano già fuggiti.

Non sempre, però, il disegno criminale arrivava a conclusione. Nel maggio del 2006, una delle vittime, R.E., ottentenne ascolano, non è stato derubato dai malfattori solo grazie al tempestivo intervento di un impiegato della banca che si era reso conto in tempo della tentata truffa. Il colpo avrebbe fruttato al gruppo criminale ben 12 mila euro. E’ stata proprio la testimonianza dell’impiegato di banca ad essere considerata di fondamentale importanza per la conclusione del processo che si è chiuso con la condanna definitiva a carico dei truffatori.

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