ASCOLI PICENO – Le indagini della Procura di Ascoli Piceno, sull’allarme ambientale nella zona industriale del Basso Marino, scattato la notte tra il 22 ed il 23 novembre scorso, sembrano avviarsi alle battute finali. Fissato per domani, 14 dicembre, infatti, un vertice, probabilmente conclusivo, tra i dirigenti dell’Arpam ed il Sostituto Procuratore, Cinzia Piccioni, che sta seguendo il caso.

Tuttavia, il primo cittadino di Maltignano, Massimo Di Pietro, non ha mai mollato la presa durante tutto il corso delle indagini, annunciando fin da ora una conferenza stampa a caso chiuso: “Qualche giorno fa, dice Di Pietro, abbiamo richiesto la trasmissione di tutti i dati acquisiti, ma al momento non abbiamo avuto ancora riscontri. Appena avremo un quadro preciso di tutta la situazione, indiremo una conferenza stampa per informare i cittadini. Chiameremo in causa anche i sindaci degli altri comuni della vallata, perché l’allarme cattivo odore non riguarda solo l’area di Caselle di Maltignano, ma anche altre zone”.

Ma non è la prima volta che i cittadini di Maltignano denunciano una situazione di degrado ambientale, soprattutto in merito ai cattivi odori che sembrano provenire dagli scarichi della Uniproject, la cui struttura è di proprietà della Piceno Consind, attiva nello smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi e non:” Da molti anni, racconta Di Pietro, vengono rilasciate nell’aria delle sostanze, molto simili al metano, che mettono in allarme la nostra comunità. Questo si verifica soprattutto nei periodi caldi, in cui molti cittadini sono costretti addirittura a barricarsi in casa, con porte e finestre chiuse. L’ultimo allarme si è verificato proprio a metà dell’agosto scorso, quando la soglia del cattivo odore raggiunse livelli critici. Ovviamente inoltrammo l’ennesima segnalazione agli organi competenti. Mi rendo conto che questo è il prezzo della modernità, però è inammissibile che al giorno d’oggi certe problematiche non possano essere risolte in tempi brevi”.

L’area su cui opera l’Uniproject è classificata E3, ovvero a rischio esondazione. Per cui, secondo il primo cittadino di Maltignano, “ gli impianti non potrebbero operare in quell’area, anche se nel corso del tempo ci sono stati diversi pareri in merito, da parte della Provincia e della Regione. A nostro parere quella è un’area esondabile, per cui, a rischio. Anni fa l’Uniproject richiese la Via (Valutazione di Impatto Ambientale), poi, successivamente, ci furono diverse conferenze di servizi in merito alla questione”.

Da decenni, infatti, sotto la lente dei cittadini sono finiti alcuni provvedimenti, da qualcuno considerati “tampone”, che sarebbero serviti a colmare evidenti lacune autorizzative, che nel corso del tempo avrebbero dato modo alla ditta di operare. In realtà l’Uniproject ha un’autorizzazione regionale, rilasciata tra il 1998 ed il 1999, ma senza la procedura di Via, e senza tener conto delle norme di salvaguardia Del Pai Tronto (Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto idro-geologico del fiume Tronto), adottate nell’ottobre 1998, per le aree esondabili ed in frana. Nel 2002 la competenza su queste decisioni passò alla Provincia, e nel novembre del 2003 la Uniproject inoltrò istanza di apertura del procedimento di Via, in prospettiva di ampliare la propria attività, contestualmente alla richiesta dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), in questi casi obbligatoria. Da allora la Provincia intavolò una serie di conferenze di servizi per concedere l’AIA, ma durante questi incontri sarebbero sempre sorte specifiche criticità in  merito alla presenza di vincoli di natura idro-geologica.

“Nel novembre 2012, conclude il sindaco di Maltignano, l’Uniproject ritira l’istanza di Via, e la Provincia passa direttamente alla richiesta dell’Aia. Capiamo che questi servizi devono essere offerti, ma non a sprezzo del benessere della comunità ed a quello dell’ambiente circostante”.

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