ASCOLI PICENO – Si è svolto ieri, 17 dicembre, davanti al giudice del Tribunale di Ascoli, Marco Bartoli, ed al Pm, Enrica Ruggieri, il processo con rito abbreviato a carico di Nunzio Calabrese. L’uomo, 27 anni, di Reggio Calabria, è accusato di lesioni gravi e rapina ai danni della sua fidanzata, Sonia Viola Mammone, anch’ella reggina, soldatessa del 235/o Rav Piceno, lo stesso in cui Salvatore Parolisi svolgeva le sue mansioni da addestratore.

Le percosse avvennero la sera del 26 ottobre scorso – qualche ora prima la giovane aveva prestato giuramento -, in un Bed e Breakfast di Ascoli Piceno. Secondo i Carabinieri, il litigio sarebbe scoppiato perché lei voleva chiudere il rapporto con Calabrese, intenzioni però non condivise dal fidanzato, a tal punto da perdere la testa e colpirla selvaggiamente, provocandole una frattura scomposta alla mandibola.  La ragazza venne ricoverata dopo qualche giorno all’ospedale Torrette di Ancona. Subito dopo la lite, l’uomo, ritornato in se dopo averla picchiata, decise di accompagnarla al Mazzoni di Ascoli, insieme al titolare del Bed e Breakfast. Arrivati al pronto soccorso, però, Calabrese le avrebbe rubato la tessera Postamat, fuggendo subito dopo.

In un primo momento Sonia Viola Mammone raccontò di essere caduta dalle scale, ma la versione venne subito scartata dal personale medico, considerata la gravità delle lesioni riportate. Ascoltata dai Carabinieri, la donna ammise successivamente di essere stata picchiata dal suo fidanzato, rintracciato qualche ora dopo dagli inquirenti, ed arrestato con l’accusa di lesioni gravi e rapina.

“L’istruzione dibattimentale è chiusa – spiega l’avvocato, Umberto Gramenzi, difensore di Calabrese -. E’ stato esaminato l’imputato ed è stata ascoltata la ragazza – difesa dall’avvocato Davide Aliberti -, riferendo i fatti nei minimi dettagli. Le lesioni personali sono certamente gravi, poiché superiori a 30 giorni. In più, al mio assistito, viene contestato di essersi appropriato di una carta poste-pay, di proprietà della giovane donna. In udienza, però – conclude -, l’uomo ha riconosciuto i suoi errori, mostrandosi pentito, dando anche il consenso ad utilizzare tutti gli atti depositati nel corso delle indagini preliminari, e dichiarando, infine, di amarla ancora”. Il 7 gennaio prossimo è la data fissata per l’udienza di discussione.

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