ASCOLI PICENO – Le regole ci sono, ma per l’identità dei candidati bisognerà aspettare ancora. Il Pd ha rimandato ogni decisione a domenica sera, quando si riunirà ad Ascoli la direzione provinciale del partito.

I punti fermi, ad oggi, non sono moltissimi. Si sa però con certezza che la lista per le parlamentarie sarà unica e non distinguerà quindi Camera e Senato. I contendenti sul territorio piceno saranno in totale sei, con solo tre esponenti che alla fine dei giochi potranno cantar vittoria.

Il Partito Democratico ha inoltre imposto la parità numerica di genere. Tradotto: tre uomini e tre donne. Sulla scheda potranno essere espresse due preferenze, di cui una per forza femminile. In caso contrario (o di doppia scelta rosa) il voto verrebbe annullato. In alternativa però, sarà consentito scrivere un solo nome.

Punto interrogativo anche sulla data: ci si recherà al seggio o il 29 o il 30 dicembre. Di certo, non ci si troverà di fronte a due giornate di consultazioni.

Tra mille dubbi, a dormire sonni tranquilli è esclusivamente Luciano Agostini, spinto in pompa magna dai democrat ad un mandato-bis in Parlamento. L’appoggio all’ex sindaco offidano è totale e per consentire che il Piceno mantenga almeno un rappresentante a Roma. I rivali pertanto non saranno di spessore.

Dopo il gran rifiuto di Fabio Urbinati, il fronte renziano virerebbe sul primo cittadino di Castel di Lama, Patrizia Rossini. In pole position anche le ascolane Maria Stella Origlia, Monica Acciarri e Valentina Bellini, oltre a Stefano Corradetti, capogruppo nel Consiglio Comunale di Ascoli.

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