ASCOLI PICENO – Promossi nella sicurezza e nella coesione sociale, a rischio per la tenuta economica, anche se “la situazione qui non è tragica come in altre zone d’Italia”: questo la sintesi delineata dal Prefetto Graziella Patrizi durante la conferenza stampa di fine anno, arrivata a 12 mesi esatti dal suo insediamento, avvenuto il 20 dicembre 2011.

Dati che, pur non ufficializzati e in attesa del completamento del 2012, parlano di una riduzione complessiva dei delitti nel territorio provinciale del 12,51%, con una flessione dei furti del 14,22%, delle rapine specie in banca, mentre aumentano anche se leggermente gli scippi, le truffe e i furti di automobili. Dati che confermano il dato de IlSole24Ore che vede la Provincia di Ascoli Piceno quale quinta in assoluto per la sicurezza.

Peggio, invece, le cose vanno sul fronte economico: allo scorso 30 settembre gli iscritti alle liste di collocamento erano 22.998, quindi circa il 10% della popolazione complessiva e circa il 15% della popolazione attiva. I dati della Camera di Commercio segnalano un lieve miglioramento del numero di imprese presenti, che nel terzo semestre è cresciuto di 56. Il tutto si traduce, a livello sociale, in una maggiore dipendenza dal gioco e in un aumento esponenziale dei fruitori delle mense Caritas specie ad Ascoli. “La situazione si sta facendo preoccupante – spiega il Prefetto – anche per quel che riguarda gli sfratti, le procedure fallimentari e le esecuzioni e pignoramenti immobiliari”.

Una “Sicurezza partecipata” è il tentativo che la Prefettura sta realizzando attraverso delle sinergie con gli enti locali e le altre forze dell’ordine: come ad esempio il Comitato Provinciale dell’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i Protocolli sulla legalità con Confcommercio e Confindustria, il monitoraggio costante con le varie Polizie Municipali e il “carabiniere” e il “poliziotto” di quartiere ad Ascoli e San Benedetto, le riunioni interforze, i consigli per l’immigrazione e il coordinamento con le attive protezioni civili comunali.

Una serie di attività necessarie per garantire il massimo della prevenzione e anche per evitare duplicazioni di servizi.

“Al momento non rileviamo la presenza di criminalità organizzata né un pericolo imminente di infiltrazioni di questo tipo nel tessuto economico locale – spiega Graziella Patrizi – Tuttavia, proprio a causa di questa situazione per certi versi positiva, occorre vigilare al meglio per evitare che accada, specialmente in un momento in cui le aziende hanno grosse difficoltà sul fronte della liquidità e dunque c’è il rischio che si apra un mercato illegale in cui gli imprenditori cadano”.

Da gennaio, inoltre, è probabile un aumento della collaborazione con la Guardia di Finanza per estendere alcune funzioni di controllo amministrativo nei confronti dell’evasione fiscale anche ad altre figure di funzionari pubblici, oltre che agli stessi finanzieri, in forza di un decreto del 1972: “E sappiamo bene che il tasso di inflazione è altissimo”.

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