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FOLIGNANO – Seicento, ad occhio. Tanti sono stati coloro che si sono recati al ristorante Parco dei Tigli di Folignano per ascoltare Pierferdinando Casini, presidente dell’Udc che venerdì 21 dicembre ha inaugurato la campagna elettorale per le politiche 2013, almeno nel Piceno. Sotto l’attenta regia del deputato Amedeo Ciccanti, Casini ha snocciolato i risultati conseguiti dal governo Monti e delineato la strategia dei centristi nel prossimo futuro. Strategia che chiude a Berlusconi e al suo Pdl, ma mette dei paletti anche alla sinistra di Vendola. Strategia che sembra, al momento, vincente: anche se nella rete di Casini forse bisognerà stare attento al risultato del Movimento Cinque Stelle.

“Cinque anni fa la campagna elettorale era condotta da chi si faceva tracotante di promesse – arringa Casini parlando di Berlusconi – Ma invece che quel futuro luminoso siamo qui a raccogliere le macerie. Se non fosse intervenuto Monti adesso saremmo in condizioni penose: sappiamo che alle spalle abbiamo avuto un anno duro, gli italiani hanno fatto sacrifici e tirato la carretta, e così abbiamo recuperato la credibilità. Berlusconi dice che lo spread è un imbroglio, invece chissà cosa ha da dire sui tassi pagati sui titoli del debito pubblico: abbiamo evitato il fallimento dello Stato, che rischiava di non poter più pagare gli stipendi”.

Il Cavaliere è un gran bugiardo, continua a dire bugie credendo che ripetendole diventino verità” va giù duro “Pier”.

“Siamo ad un bivio – continua – rischiamo di mandare all’aria i nostri sacrifici. Il governo ha fatto cose buone, ora dobbiamo ripartire dal rigore che è necessario ma avviare la crescita e la ripresa soprattutto per le aziende e i giovani. Noi siamo seri, altri facciano promesse e demagogia. L’Imu, ad esempio, è stata introdotta perché qualcuno ha avuto l’idea di togliere l’Ici. Sappiamo che le tasse sono troppe, ma sono insopportabili per chi le paga, non per chi evade”.

Sulla situazione di Monti, che proprio qualche minuto prima aveva ufficializzato le dimissioni, l’ex pupillo di Forlani afferma: “Non facciamo gossip, non tiriamo Mario Monti per la giacchetta: lui saprà cosa scegliere per il bene del paese. Noi ad inizio legislatura chiedevamo un governo di responsabilità nazionale, altri invece l’hanno negato, ma poi ci siamo arrivati, con ritardi. Se poi qualcuno ha la sindrome di Stoccolma e rivoterà ancora Berlusconi, non possiamo farci nulla”.

Versante sinistro: “La sinistra riformista è un bene prezioso per il paese e l’ha dimostrato, ma si è legata con Sel che è una sinistra antagonista e che dice solo cose negative sul governo Monti, vuole il referendum sull’articolo 18, contraria alle liberalizzazioni, alla Tav. Noi vogliamo che ci sia responsabilità, difendiamo lo Stato Sociale e non lo Stato Assistenziale, ovvero vogliamo aiutare chi ne ha bisogno e non tutti indistintamente, a partire dalle famiglie”.

Tantissime le personalità politiche e imprenditoriali presenti. Oltre al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, elogiato da Casini per il “modello Marche”, ossia l’alleanza tra Udc e Pd, erano presenti il consigliere regionale Valeriano CamelaClaudio Sesto Travanti, ex assessore Pdl di Guido Castelli, il segretario comunale dell’Udc di Ascoli Fernando Manes, il segretario provinciale Francesco Viscione, il sindaco di Monsampolo Nazzareno Tacconi, il sindaco di Amandola Domenico Annibali, il sindaco di Folignano Angelo Flaiani, il presidente del Consiglio comunale di San Benedetto Marco Calvaresi.

Un Casini che è andato via di corsa dopo il suo discorso, e al quale purtroppo non abbiamo potuto rivolgere le domande per le quali ci siamo recati al Parco dei Tigli (si guardi il video dove, purtroppo, interrompe bruscamente lo scrivente). Sappiamo, infatti, che Casini è tra i politici più bravi nell’arte prettamente politica (d’altronde non si è da 30 anni in Parlamento e da 18 a guida di un partito se non si hanno certe doti).

Però, poiché anche Casini ha parlato di rischio fallimento, ed essendo persona capace, immaginiamo, avremmo voluto avere risposte sui nostri approfondimenti Che potete leggere qui: Mamma, li turchi so’ più furbi degli italiani, Kaldor, zio Bersani e gli Stati Uniti d’Europa (diamo i numeri, eh).

Purtroppo non avendo potuto porre alcuna domanda, condividiamo i nostri dubbi ai lettori augurandoci, magari, un approfondimento da parte dei presenti

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