ASCOLI PICENO – Il rivale non lo nomina mai, neanche quando le domande lo citano esplicitamente: ma la candidatura alle primarie del Partito Democratico per la scelta dei parlamentari, per il prossimo 30 dicembre, è una chiara sfida all’onorevole in carica, Luciano Agostini. Stefano Corradetti, capogruppo consigliare del Pd ad Ascoli Piceno, fa parte del quartetto che si contenderà il posto che spetta, nella lista elettorale, ai “democrat” piceni (le altre, Anna Casini e Margherita Sorge). Nella conferenza stampa di presentazione il confronto, però, è tra lui e Agostini, o meglio tra due diverse visioni del Pd ascolano e Piceno, come d’altronde ripetutamente accaduto negli ultimi mesi.

“I giorni di campagna elettorale sono pochi – inizia Corradetti – In 3-4 giorni possiamo attivarci nel passaparola e a livello di conoscenze personali, ma credo che siano più importanti i temi da affrontare, tra l’altro presenti nel mio sito www.corradetti.it“. Si parla sempre di rinnovamento, ma innanzitutto vogliamo persone libere da vincoli”.

Qualcuno, forse, ha “dei vincoli”? “Io chiedo il voto solo per me stesso, credo che chi si candida per altri vada valutato diversamente. Inoltre chiedo voti solo per me, la politica dei tandem non mi appartiene”. Come in un immaginario “indovina chi?”, Corradetti lancia descrizioni senza dare il nome finale: “La politica è impegno etico e non una professione, perché chi fa della politica la propria professione spesso ha una visione distorta, di frequente interessata solo all’autoconservazione”.

Si parla di Agostini? Corradetti non lo dice, neppure quando rilascia altri indizi: “Sette-dieci anni fa si decise su quali infrastrutture investire nelle Marche: sappiamo che oggi la situazione economica non consente di sognare chissà cosa, ma analizzando ciò che è stato realizzato vediamo che si è pensato alla Quadrilatero tra Ancona e Fabriano e Macerata, alla Fano-Grosseto, alla terza corsia dell’A14 che si è fermata ai margini della nostra provincia. Abbiamo bisogno di ammodernare la Salaria, di realizzare la circonvallazione a San Benedetto, di completare la Mezzina, oltre che di rilanciare le terme di Acquasanta e il porto di San Benedetto” afferma Corradetti, con chiaro riferimento al ruolo di Agostini “sette-dieci” anni fa, quando era assessore regionale e vicepresidente di regione.

Sul tema del lavoro, il giudizio sul governo Monti è ambivalente: “Ha evitato che la banca affondasse ma alcuni interventi sono stati grossolani, c’è da invertire la spirale recessiva fatta di tagli e alta tassazione. A livello locale siamo in fase di de-industrializzazione, eppure alcune industrie anche multinazionali sono rimaste. Purtroppo non abbiamo distretti sul genere di quelli del Fermano, che sopravvivono anche oltre la Cassa del Mezzogiorno. C’è da rilanciare strutture di ricerca anche di ridotte dimensioni che possono portare ad un incremento della produttività futura”.
“Questo territorio ha una sua debolezza anche politica – continua Corradetti – non solo all’interno del Partito Democratico, ma anche tra i diversi partiti: altrove si fa squadra, qui invece si grida contro l’ancona-centrismo”.

E appunto sulle frizioni all’interno del Pd, non poteva mancare un riferimento a Patrizia Rossini, il sindaco di Castel di Lama escluso per il mancato conferimento della quota del 10% al partito: “A livello di Statuto non posso dire nulla, ma a quanto sappia questa verifica non è mai stata chiesta a nessuno prima di ora, la questione poteva essere risolta prima, adesso non mi sembra che il partito abbia fatto una bella figura”.

Sul fatto che Agostini, nella classifica di OpenPolis, sia trecentesimo come rendimento su 615 deputati (Ciccanti, Udc, è 51°), Corradetti afferma: “Sono favorevole all’uso della tecnologia per la valutazione anche dei politici, d’altronde in Consiglio Comunale mi sono battuto per rendere leggibili, su internet, i bilanci comunali, al momento difficili anche per i commercialisti”.

Corradetti raccoglie la fiducia di un “gruppo di persone che si sono incontrate da anni sulla base di alcune lotte comuni che hanno portato anche a momenti esaltanti come la candidatura di Antonio Canzian, nel 2009, a sindaco di Ascoli”. Federico Petrucci, ad esempio, afferma che “sono tornato dagli studi universitari perché credo in Stefano come persona e nel suo progetto”, mentre Emidio De Santis, segretario del circolo Pd di Borgo Solestà e Campo Parignano, aggiunge: “Noi esigiamo un rinnovamento dei metodi, raccogliamo anche le provocazioni del M5S per migliorare la politica e raccogliere le sfide con persone competenti e inattaccabili”. Sulla stessa linea Marco Piattelli (“Votando Stefano diamo la possibilità al Pd e alla politica di rinnovarsi”) e Monica Acciarri (“Sosteniamo un percorso che abbiamo inziato tutti insieme alle scorse regionali: purtroppo il gruppo dirigente ha eliminato Patrizia Rossini, e questo dispiace in quanto era una scelta credibile e che conferma come spesso vengano fatte scelte restrittive e non partecipative. Chiediamo a chi ha sostenuto Renzi di appoggiare, per la stessa esigenza di rinnovamento, Corradetti”).

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