ASCOLI PICENO – Aperitivio, antipasto, pranzo completo. E il “pranzo completo” (dopo l’antipasto riguardante la candidatura di Stefano Corradetti) è quello servito dal consigliere comunale del Partito Democratico Gianfranco Bastiani, che senza alcun “pelo sulla lingua” accusa il gruppo dirigente del Pd provinciale, a partire dal segretario Antimo Di Francesco, in relazione alla gestione delle primarie ma, ovviamente, anche del partito stesso, almeno a partire dalle elezioni comunali di Ascoli del 2009.

“Patrizia Rossini è stata silurata perché, come ex assessore della Provincia e sindaco di Castel di Lama, da 15 anni è una protagonista della vita politica del nostro partito, e ha sempre combattuto per le tesi da lei stessa sostenute” dichiara Bastiani. Sulle motivazioni dell’esclusione della Rossini (mancato versamento del 10% dello stipendio politico al partito) Bastiani afferma che “lei ha sempre ritenuto che quella quota dovesse andare alla sezione comunale e non al partito, ma c’è da dire che in 15 anni non è mai stato escluso nessuno per questo motivo, e mai è stato richiesto a nessuno di presentare queste documentazioni”. In più, aggiunge il consigliere comunale del Pd, “l’hanno fatta fuori l’ultimo giorno utile, prima tentando di farle chiedere la deroga in quanto sindaco, poi, all’ultima riunione serale, chiesto se dava la quota del 10%”.

Insomma, secondo Bastiani una imboscata, “voluta” a beneficio del deputato uscente e ricandidato, Luciano Agostini. La Rossini, oltretutto, si era schierata con Matteo Renzi alle primarie del 25 novembre: “Corradetti è l’unica alternativa esistente, le altre sono tutte accoppiate sturdiate a tavolino”. Alternativa a cosa, se i quattro candidati (Agostini, Casini, Corradetti, Sorge) sono tutti dello stesso partito? “Alternativa ad un gruppo dirigente che, pur avendo eletto il segretario provinciale Di Francesco all’unanimità, vede una parte emarginata da sempre, ovvero chi si oppone al sistema, come d’altronde molti elettori renziani. C’è una ferita che non si è mai rieamarginata, e che Di Francesco non sana: alle elezioni comunali per Ascoli facemmo le primarie, vinte da Canzian, ma poi perdemmo le elezioni per 200 voti perché un gruppo di compagni non ha votato Canzian non riconoscendolo come rappresentante del partito nonostante la vittoria. Se ci fosse stata Patrizia Rossini, avrei votato lei e Corradetti, adesso voterò soltanto Stefano Corradetti, nostro unico candidato. Se invece continueranno così, non si stupiscano dei risultati di Beppe Grillo”.

Dopo il pranzo, arriva il dessert, nello stile misurato dell’assessore regionale Antonio Canzian: “Il problema politico c’è, non è una novità né è cosa relativa solo alla nostra provincia. Purtroppo il partito spesso non è schierato in maniera uniforme, si veda ad esempio San Benedetto dove si pensa di allearsi con l’Udc, mentre qui ad Ascoli ci sono delle differenti prospettive: qualcuno lavora d’accordo con l’Udc, sperando di staccare pezzetti di centrodestra e centrosinistra in una formula politica logora, noi invece vogliamo lavorare su progetti e programmi”.

A qualcuno (più di uno) fischieranno le orecchie. Magari nel 2013, dopo le elezioni, i giochi saranno più chiari.

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