ASCOLI PICENO – Riceviamo  e pubblichiamo la risposta del tesoriere del Pd, Claudio Benigni alla polemica scatenata dal sindaco di Castel di Lama, Patrizia Rossini che ha definito la presa di posizione di Benigni una “azione pianificata”.

Ecco di seguito la smentita:

“E’ imbarazzante dover intervenire attraverso gli organi di stampa sul tema del mancato pagamento del contributo al Pd da parte del sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini, ma ripetute e imprecise esternazioni fatte in questi ultimi giorni dall’interessata e da suoi simpatizzanti, me lo impongono. Ho letto di una situazione “surreale”, incomprensibile e addirittura di “un’azione pianificata” da parte della Direzione Provinciale per eliminare un avversario scomodo della corrente di Renzi e Canzian. Nulla di tutto ciò. La responsabilità, se vogliamo attribuirla a qualcuno, è soltanto del sottoscritto per aver esercitato le funzioni di tesoriere provinciale del Pd. Il Provinciale infatti ha dovuto adeguarsi all’attestato di regolarità, documento che sono obbligato a rilasciare ai sensi dell’articolo numero 3 comma 4 lettera a del Regolamento emanato dalla Direzione nazionale del Pd in data 17 dicembre 2012, per stabilire se i candidati alle Primarie avessero assolto gli obblighi di contribuzione verso il partito così come sancito dall’articolo 23 comma 2 dello Statuto.

In buona sostanza, mio compito è stato di attestare se i candidati alla primarie avessero pagato il dovuto, e questo purtroppo non l’ho potuto fare nel caso della Rossini perché a suo carico risulta ancora un pregresso di 2.500 euro. Se avessi agito diversamente, avrei dichiarato il falso.

Spiego meglio la situazione. Quando mi sono insediato come tesoriere (marzo del 2012), ho trovato una situazione finanziaria difficile con diversi iscritti morosi. Pertanto l’Assemblea nella prima riunione utile mi ha dato mandato a procedere in merito. 

Di conseguenza ho inviato immediatamente una raccomandata (luglio 2012) con la quale invitavo tutti gli iscritti alla regolarizzazione. Vista la scarsa risposta ho predisposto un secondo sollecito in questi giorni, che, qualora non ottenga i risultati sperati, mi obbligherà ad attivare a carico di tutti gli inadempienti la procedura di decadenza dal Partito (un provvedimento ancor più grave, perché mentre le Primarie riguardano potenziali eletti, la decadenza potrà colpire anche soggetti che ricoprono cariche elettive).

La scadenza delle primarie ha solo anticipato il momento di pagamento per la dottoressa Rossini la quale, nonostante i solleciti dei precedenti tesorieri e la mia raccomandata, non ha mai pagato il contributo del 5% (e non del 10% come è stato erroneamente scritto) negli ultimi cinque anni al Partito, diversamente da altri iscritti che hanno sempre pagato regolarmente ogni mese.

Alla Rossini inoltre (questo a dimostrazione della massima disponibilità avuta nei suoi confronti) è stato proposto in maniera irrituale prima uno sconto consistente (il 50% del dovuto al 31 dicembre 2011) ed infine un’ipotesi di rientro con scadenze certe e garantite. Lei al contrario ha proposto e dichiarato che avrebbe pagato solo quando poteva.

E’ evidente a tutti che non potevo accogliere questa sua proposta unilaterale (difatti essendo stata firmata solo da lei, non si è perfezionato nessun accordo) perché non solo non veniva erogato il contributo, ma si sostanziava una dichiarazione generica, indeterminata e senza nessuna garanzia. A tutto ciò va aggiunto che la Direzione Provinciale, riunitasi in data 23 dicembre 2012, nell’intento di risolvere il problema, ha deliberato altresì una deroga con la quale la sua candidatura poteva essere inserita se, entro lunedì 24 dicembre 2012, alle ore 12, avesse provveduto a regolarizzare la propria posizione. In conclusione, per quanto concerne il mio ruolo di Tesoriere Provinciale del Pd, non potevo dichiarare cose non vere e non potevo espormi a possibili ricorsi da parte degli altri candidati per il mancato rispetto delle regole imposte dallo Statuto del Pd.

Nella consapevolezza di aver agito nel massima correttezza nei confronti di tutti, mi sembrano davvero fuori luogo dichiarazioni del tipo non era mai successo in 15 anni perché credo che, qualora ciò risultasse vero, questa non può essere una giustificazione per non iniziare da oggi a far rispettare le regole come condizione imprescindibile per l’esistenza di un’organizzazione collettiva tanto più quando quest’ultima risulti essere di natura politica.

Per ogni ed eventuale ulteriore chiarimento sono a disposizione di tutti gli iscritti ed ovviamente anche della dottoressa Rossini “.

 

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