ASCOLI PICENO – “Quest’anno, oltre ai consueti regali di natale, i sindaci del territorio hanno partecipato ad una straordinaria recita natalizia, come nella migliore tradizione popolare. Una settimana fa si è appreso infatti della votazione avvenuta in conferenza dei sindaci, a quanto pare unanime, per impegnare la Regione a puntare sull’Ospedale Unico”: ironizza Daniele Primavera, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, in merito all’incontro pre-natalizio dei sindaci piceni che hanno concordato sulla scelta dell’ospedale unico della Vallata del Tronto.

“Proposito nobile di unificazione del territorio, verrebbe da dire se la proposta fosse enunciata dentro un bar durante un aperitivo o in una conferenza accademica. Se, però, a farne pietra angolare della politica sanitaria locale sono persone – come Gaspari e Castelli – che ben conoscono le condizioni economiche della sanità marchigiana e i suoi tempi biblici già in tempi non di crisi, viene da domandarsi se non si tratti, piuttosto, di una proposta utile a mascherare una completa mancanza di progettualità dei suoi promotori” afferma Primavera.

Che continua: “Periodicamente assistiamo a dibattiti stucchevoli, una volta sull’azienda ospedaliera e un’altra sull’ospedale unico, mentre appare chiaro il fallimento dei disegni d’area vasta che si traduce nel costante impoverimento dei servizi territoriali, a partire dal presidio ospedaliero sambenedettese”.

“La riorganizzazione di cui tanto si è parlato in questi ultimi mesi spesso e volentieri ha coinciso con tagli, accorpamenti e redistribuzioni di ruoli affidati al caso o a dinamiche estemporanee (pensionamenti di singoli primari, progressivo depauperamento “inerziale” di reparti perfettamente funzionanti, obiettivi politici di campanile), oppure dominati dalle logiche del potere politico, nella tutela di rendite di posizione acquisite. E a tutto ciò si aggiungono i posti letto concessi alle strutture private. Al contrario di quanto sta avvenendo, per noi di Rifondazione Comunista, l’unica riorganizzazione possibile è quella che si muove sulla base dei reali bisogni socio-sanitari dei cittadini e sull’epidemiologia riscontrata” aggiunge l’ex consigliere comunale di San Benedetto.

Finale pepato: “Forse di questo bisognerebbe discutere, anziché avventurarsi in proclami che hanno la manifesta funzione della foglia di fico; ma questa non serve né a coprire le vergogne di questa classe politica, né tanto meno a riscaldare nel freddo inverno della crisi che stiamo attraversando. Da chi rappresenta il territorio ci aspettiamo ben altro”.

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