ASCOLI PICENO – Tre anni e 6 mesi di reclusione; una provvisionale di 15 mila euro, contro i 18 mila richiesti dal Pm, Enrica Ruggieri; 900 euro di multa, l’interdizione dai pubblici uffici e una richiesta di risarcimento danni da stabilire in separata sede. Questa la sentenza emessa stamattina, 7 gennaio, dal Giudice del Tribunale di Ascoli, Marco Bartoli, a carico di Nunzio Calabrese, 27 anni, originario di Reggio Calabria ma domiciliato ad Ivrea.

Il giovane reggino, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, in carcere da due mesi e mezzo, era accusato di lesioni gravi e rapina ai danni della sua fidanzata, Sonia Viola Mammone, difesa dall’avvocato Davide Aliberti, anch’ella originaria di Reggio Calabria, ma attualmente soldatessa del 235/o Rav Piceno, lo stesso in cui prestava servizio Salvatore Parolisi.

Le percosse avvennero la sera del 27 ottobre scorso – qualche ora prima la giovane aveva prestato giuramento -, in un Bed e Breakfast di Ascoli Piceno. Secondo i Carabinieri, il litigio sarebbe scoppiato perché lei voleva chiudere il rapporto con Calabrese, intenzioni però non condivise dal fidanzato, a tal punto da perdere la testa e colpirla selvaggiamente, provocandole una frattura scomposta alla mandibola.  La ragazza venne ricoverata dopo qualche giorno all’ospedale Torrette di Ancona.

Subito dopo la lite, l’uomo, ritornato in se dopo averla picchiata, decise di accompagnarla al Mazzoni di Ascoli, insieme al titolare del Bed e Breakfast. Arrivati al pronto soccorso, però, Calabrese le avrebbe rubato la tessera Postamat, fuggendo subito dopo. Al margine di alcuni controlli effettuati dagli inquirenti, la tessera postamat, conteneva ancora un credito di 480 euro, e quello stesso giorno vennero spesi circa 250 euro. Nunzio Calabrese, dopo aver sottratto indebitamente la tessera alla sua fidanzata, dalle carte, risulta che non prelevò nulla, probabilmente perchè era già stato superato il limite massimo di prelievo giornaliero.

In un primo momento Sonia Viola Mammone raccontò di essere caduta dalle scale, ma la versione venne subito scartata dal personale medico, considerata la gravità delle lesioni riportate. Ascoltata dai Carabinieri, la donna ammise successivamente di essere stata picchiata dal suo fidanzato, rintracciato qualche ora dopo (intorno alle 23:30) dagli inquirenti, ed arrestato con l’accusa di lesioni gravi e rapina.

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