ASCOLI PICENO – Dopo le minacce di morte ricevute in seguito all‘intervista ai Fog Prison andiamo oggi a conoscere Daniele Fabbri, che giovedì 10 gennaio si esibirà al Boccaccio Life di Ascoli.

Diplomato come attore e regista presso la Scuola Internazionale di Teatro di Roma, è un attore/scrittore che lavora su diversi percorsi artistici, primo fra tutti la Stand Up Comedy, genere comico d’origine anglosassone che sta importando in Italia insieme ai valorosi ed affermati colleghi di Satiriasi, progetto nato con l’intento di offrire un punto di vista diverso rispetto alla consunta comicità italiana degli ultimi vent’anni. Oltre a parlare di pornografia, religione, cancro, dipendenze, depressione e origami, Fabbri lavora come autore e sceneggiatore per radio, teatro e fumetti, ultimo tra i quali Gesù – Cruci Fiction, di cui è coautore insieme al fumettista pescarese Stefano Antonucci, in arte Stè, vincitore del Premio di Umorismo e Satira CartoonSEA 2012. Daniele frequenta pochi amici e non segue il calcio, per questo ha il tempo di fare tutta questa roba. Giovedì 10 gennaio farà il suo esordio nella nostra città: se volete picchiarlo, lo spettacolo inizierà alle 21:30.

Pochi sanno che in realtà Daniele Fabbri è il vero nome di Daniele Luttazzi. Il tuo è un nome d’arte o vuoi solo dimostrare che Luttazzi, durante le sue cacce al tesoro, riesce a peggiorare anche l’originale?

“È un nome d’arte ma i motivi che ci sono dietro sono imperscrutabili. Comunque è stata un’idea di Woody Allen, avallata da Jerry Lewis, Danny de Vito, Lino Banfi, Fabio Volo e Benedetto XVI, altri nomi d’arte. In ogni caso prendo le distanze dalle cacce al tesoro. Almeno fin quando anche io non dovró rispondere delle mie azioni davanti ai miei miliardi.”

È molto positivo che un giovane stand up comedian come te sbarchi qui. In fondo Ascoli Piceno è un piccolo comune di 54mila abitanti: cosa ti fa pensare che, a causa dei temi trattati dai tuoi monologhi, giovedì non sarai contestato? Perdonami, forse ho posto male la domanda: cosa ti fa pensare che non sarai sequestrato, seviziato, ucciso e scaricato in un dirupo a colle San Marco?

“Essendo di Roma non so dove si trovi colle San Marco. (Ride mentre accarezza il suo AK-47) Fortunatamente con gli anni ho imparato che lo spettatore televisivo medio è meno diffuso del previsto nella vita reale. Questo significa tante cose: primo fra tutte che ognuno giudica con la sua testa decidendo cosa gli piace e cosa no, e poi nessuno si prende troppo disturbo per un tizio che parla a un centinaio di persone in un locale per farle ridere. Che danno puó arrecarti? È un monologo, non una finanziaria. E comunque se proprio ci tieni a saperlo, certo che ho paura! (Afferma mentre buca con uno spillo il suo palloncino a forma di AK-47)

È un mestiere rischioso, su questo non ci piove. Come mai hai deciso di intraprendere questa carriera? Devi dimagrire? La vedi come una missione? O è solo un modo per rimorchiare? Non potresti unire l’utile al dilettevole prendendo i voti per poi parlare di fronte a un vasto pubblico e scoprire attraverso la confessione qual è la più maiala del quartiere?

“In fondo io e i sacerdoti facciamo lo stesso lavoro, intratteniamo la gente con storie di fantasia. Solo che loro hanno già il copione prestampato, il mio è repertorio originale. (Ride mentre accarezza il suo palloncino a forma di spirito maligno) Ho deciso questa carriera perché è comoda. In genere per fare una carriera importante devi fare cose orribili. Io mi limito a dirle. L’immaginazione è una pacchia!”

Eppure non sarebbe ancora più comodo fare leva sull’odio politico e recitare sterili battute sulle prostitute di Berlusconi, sulla ciccia di Giuliano Ferrara o sui problemi alla prostata di Napolitano? Ancora meglio, potresti prendere un testo imprescindibilmente significativo per il nostro Paese, recitare qualche passaggio a caso e definirlo meraviglioso con tecniche retoriche che farebbero rabbrividire anche gli sceneggiatori rappresentati in Boris.

“Scherzi?! C’è talmente tanta gente che lo fa che dovrei faticare tantissimo per annientare la concorrenza! Per cosa poi? Essere il più bravo a fare una cosa noiosa? È come spremersi le meningi per vincere la gara a chi invecchia prima.”

Bene, l’intervista è finita. Troverai una prostituta qualunquista nella tua stanza d’albergo, come promesso.

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