ASCOLI PICENO – La Sibilla Appenninica rappresenta senza dubbio una delle figure più affascinanti e misteriose del patrimonio culturale dell’entroterra piceno. Una figura, sospesa tra mitologia e credenza popolare, che ha ispirato moltissimi studiosi che, nel corso dei secoli, si sono cimentati in elaborate ricostruzioni letterarie per spiegarne l’origine, il profilo e la storia. Tra le pubblicazioni più recenti su tale argomento si colloca l’opera “L’ultima Sibilla” (Carsa editore) della antropologa Maria Luciana Buseghin che è stata presentata, sabato scorso,  alla libreria Rinascita di Ascoli Piceno.

Presente all’incontro, in una sala gremita da appassionati e cultori della materia, tra cui il professor Paolo Caucci Von Saukhen, anche l’Assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini che, nel suo intervento, ha sottolineato l’importante impegno della Provincia, in collaborazione con il “Centro Studi Tradizioni Picene”, nella divulgazione e nella conservazione della cosiddetta memoria popolare. “La Sibilla, come ben documentato dalla dottoressa Buseghin nel suo saggio, costituisce un mito che intreccia svariati elementi storici, artistici, leggendari e tradizionali di una particolare area, a cavallo tra Marche e Umbria – ha spiegato l’assessore Antonini – una figura che, da sempre, solletica l’immaginario letterario e religioso della comunità picena e che proprio il Festival dell’Appennino ha voluto dedicarle, nella scorsa edizione, uno suggestivo spettacolo ambientato dinanzi alla Grotta sua omonima, ubicata nel territorio di Montemonaco. Un’area questa che, grazie all’intesa tra Regione, Provincia e Comune, ha visto la realizzazione di importanti interventi, come il recente rinnovamento del museo locale, o di future opere come la prossima risistemazione dell’ingresso dell’antro: il tutto per stimolare e promuovere nel Piceno un turismo di qualità e di valore”.

Prima dell’intervento dell’autrice, ha preso quindi la parola il professor Mario Polia che ha ricostruito i diversi passaggi storici e culturali della nascita e diffusione del mito della Sibilla “al centro da secoli di una ricchissima esegesi iconografica e di una feconda letteratura con protagonisti studiosi e viaggiatori spinti tutti dal desiderio di disvelare la reale natura della misterica fanciulla metà strega e metà profetessa”. Ricco di riferimenti e di spunti di approfondimento è stato il contributo dell’autrice che ha raccontato, tra l’altro, le reali motivazioni che l’hanno spinta alla pubblicazione di un’opera tra le più complete ed esaurienti in materia.

A seguire, ha avuto luogo infine un interessante e animato dibattito da cui è emerso il forte richiamo che la Sibilla suscita ancora oggi nella comunità ascolana.

 

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