ASCOLI PICENO – “Dopo anni e mezzo, è giusto dare conto ai cittadini di quei progetti importanti che possono cambiare l’immagine e le prospettive del territorio e per i quali la Regione ha stanziato fondi attingendo al bilancio regionale, e destinando al territorio Piceno fondi di origine statale o comunitaria”: così l’assessore Antonio Canzian apre l’incontro con la stampa di ieri mattina, 11 gennaio, tenutosi nella sede del Partito Democratico in Piazza Simonetti.

Lucido e pacato l’assessore vuole  “scongiurare un atteggiamento propagandistico, che di tanto in tanto vedo affiorare in questo territorio” ed inizia subito comunicando che per i lavori  di elettrificazione del tratto ferroviario Ascoli-Porto d’Ascoli, la maggior parte delle risorse provengono dalla Regione, 9 milioni su 11 per la precisione. 1,4 milioni di euro è stato il contributo della Rete Ferroviaria (RFI), mentre la Provincia, a cui è stata affidata l’esecutività del progetto, ha contribuito con 288 mila euro. Opera collegata all’elettrificazione è la realizzazione del sottopassaggio ferroviario in via Pasubio a Porto d’Ascoli. Qui, su un costo totale di 4,3 milioni, la Regione ne ha sborsati 3,2. Il resto lo hanno messo l’Rfi e il comune di San Benedetto del Tronto.

A proposito del lavoro, uno dei temi più delicati per il nostro territorio: “Quando si dice che nel Piceno la situazione del lavoro è drammatica è vero, ma è altrettanto vero che la situazione è difficile anche in altre parti del territorio regionale – sostiene Canzian – La Regione ha messo in campo davvero tanto per salvaguardare coloro che hanno perso il lavoro:  dal 2008 al 20012 sono stati distribuiti in tutta la Regione 409 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, di cui 3 milioni nel 2012 solo per Ascoli, e siamo riusciti a garantire circa 80 mila lavoratori. Questo a testimonianza della scelta di fondo di una politica regionale che predilige la questione sociale e il sostegno ai lavoratori temporaneamente o definitivamente espulsi dal ciclo produttivo”.

Tra le altre questioni l’assessore menziona quella del polo universitario: “Già dal 2001 erano disponibili per il polo universitario del Piceno oltre 8 milioni di euro, ma solo recentemente si è sbloccato l’iter amministrativo. Adesso viene a galla il problema dei luoghi in cui ospitare i corsi di laurea. Se fosse già stato disponibile l’ex Mazzoni, avremmo avuto la possibilità di offrire un’alternativa valida. Siamo sempre in un ritardo abissale in questo territorio rispetto alle necessità.”

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, che secondo Canzian nei prossimi anni diventerà sempre di più un’emergenza sia nel Paese che nella nostra Regione, sono stati stanziati 801 mila euro per le strutture scolastiche e 385 mila euro per la loro efficienza energetica. L’assessore ha poi parlato dell’edilizia residenziale pubblica, in condizioni non ancora particolarmente preoccupanti nel Piceno. Sono serviti 2 milioni di euro per la riqualificazione delle ex Case minime a Borgo Solestà, 1.750 mila euro per il contratto di quartiere di Monticelli, unico dei 5 approvati che deve ancora partire con grosso ritardo, 1.5 milione euro per l’area Peep SS. Annunziata e 1.650 mila euro per i Programmi di riqualificazione urbana per l’edilizia sostenibile (Pruacs) a San Bendetto del Tronto.

Ancora per  6 Progetti Integrati Territoriali (Pit) per la salvaguardia dell’ambiente e la promozione del patrimonio culturale e ambientale sono stati investiti dalla Regione 6 milioni di euro, cifra che coinvolge tutti i comuni della Provincia; Per i Pit per attività turistiche e riqualificazione del territorio rurale sono stati gestiti dalla Provincia 1.5 milione e dal Gal Piceno 3.3 milioni. Per i Piani di Sviluppo Locale per la zona di pesca (divisa in 2 aree, San Benedetto del Tronto e Grottammare) al Gruppo di Azione Costiera Marche Sud sono stati erogati 1.084 mila euro di finanziamenti.

Un tema che interessa le aziende è sicuramente quello della banda larga, che la Regione ha esteso a tutto il territorio marchigiano per il 95% con un investimento di 5.3 milioni di euro. Rimangono fuori dalla zona ancora Montegallo, una piccola parte di Rotella e di Comunanza.

Preoccupato per la sanità, l’assessore propone una lunga e dettagliata disamina delle condizioni in cui versa il settore: “Qui stiamo attraversando una fase di straordinaria difficoltà a livello nazionale. Nell’area vasta 5, corrispondente alle strutture sanitarie di Ascoli e San Benedetto del Tronto, la Regione dal 2010 ha investito complessivamente 16.7 milioni.  Tra gli interventi più importanti, come da accordo di programma del maggio 2010 con il Ministero della salute, sono stati realizzati: la reingegnerizzazione delle unità operative e la messa a norma dell’ospedale di San Benedetto, invece sono ancora in corso la reingegnerizzazione del blocco operatorio dell’ospedale di Ascoli (investimento regionale 5 milioni di euro e 4 delle 8 sale già attivate n.d.r.) e la realizzazione del nuovo reparto di medicina nucleare del Mazzoni pronta alla fine del 2013. Sempre ad Ascoli sono stati completati la ristrutturazione del reparto di rianimazione, in funzione fra qualche giorno, e dell’immobile ex-Gil in cui sono stati trasferiti tutti i servizi in precedenza allocati in viale Vellei (prevenzione, medicina del lavoro, servizio veterinario) e nel quale verrà attivato anche un punto prelievi che sarebbe mancato nel centro urbano della nostra città.”

Acquistati anche nuovi macchinari per il Mazzoni: la nuova Tac e Pet mobile e fissa. Inoltre per rispondere ad una forte esigenza, soprattutto di San Benedetto, sono stati attivati bandi per 7 primari, di cui 2, Ginecologia e Pediatria, sono stati già espletati, mentre Anatomia Patologica (Ascoli) e 118 sono in fase di pubblicazione. Canzian ha poi tenuto a dichiarare la sua opinione in merito al dibattito sulle due diverse residenze sanitarie di Offida e Acquasanta: “Ho apprezzato l’approccio del sindaco di Offida, che ha chiesto chiarimenti e che alcune tematiche vengano risolte, meno la strumentalità di altre posizioni. Quello di cui dobbiamo curarci è che gli standard di assistenza in queste residenze, come in altre, rispondano ai criteri regionali e che i livelli di assistenza siano quelli che la Regione ha stabilito, dopodiché è naturale che si arrivi ad una soluzione del problema”.

Si è parlato anche della sede istituzionale cui spetta il dibattito sull’ospedale unico: “Ho condiviso che la conferenza dei sindaci ponesse questo tema delicato, perché è quello il livello istituzionale adatto per assumere tale compito. Il dibattito però deve essere approfondito senza fughe in avanti e con la partecipazione della nostra comunità, elemento essenziale quando le difficoltà economiche, finanziarie e sociali sono pressanti. O c’è la condivisione e partecipazione dei cittadini o qualsiasi progetto rischia di naufragare. Se ben motivato e spiegato – conclude l’assessore regionale – qualsiasi obiettivo, se ha delle buone ragioni, sarà compreso e accettato dalla comunità.”

L’assessore con delega agli enti locali e partecipazione democratica in ultima battuta fa una riflessione sui livelli di amministrazione del territorio: “In questo territorio è necessario un maggior coordinamento fra comuni, Provincia, Regione e possibilmente anche con il Governo centrale, perché quando gli enti locali riescono a fare massa comune, i risultati si ottengono”. E aggiunge: “Questo è, credo, il ruolo che dovrebbe rivestire un amministratore, e penso di farlo con molta umiltà, buona volontà, con grande impegno, senza propaganda che non mi piace e porta solo un consenso effimero, ma non cambia le sorti di un territorio. Questo è l’impegno che fin dall’inizio mi sono assunto e penso di svolgerlo in maniera soddisfacente”.

 

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