ASCOLI PICENO – Si è svolta presso la sala dei gruppi consiliari del palazzo dell’Arengo la levata di scudi contro l’attuale amministrazione.

Ad aprire le danza è Stefano Corradetti, capogruppo del Pd: “C’è un dato, uscito proprio questa settimana, che non vogliamo cavalcare (la classifica del gradimento dei sindaci italiani stilata dal Sole24Ore, nda) ma che rimane rilevante. Nonostante la propaganda che rispecchia in pieno il modello berlusconiano a cui da troppo siamo abituati, come guardare sempre al futuro con ottimismo trascurando il presente, vorremmo parlare del deficit di buona amministrazione che latita ormai da 15 anni. Questo deficit è frutto di una gestione che preferisce favorire piccole operazioni di consenso elettorale che non porta risultati di interesse generale – afferma – Partiamo dalla situazione patrimoniale: il Comune ha un deficit strutturale annuale di 5 milioni di euro che ogni anno ripiana con entrate straordinarie come la vendita del patrimonio o la distribuzione di quote di società partecipate. Per non parlare della Saba: invece di recuperare quote si cede il 50% proprietà dell’amministrazione. Oppure la tassa sui rifiuti, servizio che costa 6 milioni di euro ma che i cittadino pagano 8: si vendono i gioielli di famiglia e si firmano cambiali che pagheranno le prossime generazioni“.

Rincara la dose Valentina Bellini, consigliere comunale del Pd: “Quando chiediamo conto degli sprechi ci si nasconde dietro la scusa della crisi: la crisi c’è ma dobbiamo assumercene la responsabilità. Se i soldi non ci sono perché annunciare e promettere quello che non sarà possibile realizzare?

Regnicoli, capogruppo dell’Alveare: “La politica deve lavorare sul futuro, cosa che non si sta facendo. Come il Piano regolatore, il Piano sosta, l’università. Si cerca consenso ma non si sviluppano i temi. L’università è un fallimento eclatante dell’amministrazione: 10 anni fa avevamo 8 milioni di euro da investire, ora ne abbiamo 4 con l’Unicam che minaccia di trasferire corsi o trasferirsi altrove”.

“Sul Piano Regolatore sono anni che si susseguono annunci di presentazione, che ogni anno viene rimandata – aggiunge Silvia Parlamenti, del gruppo civico a sostegno di Canzian – Il progetto c’è, chiuso in un cassetto da anni: manca la volontà politica di farlo conoscere nelle sedi istituzionali competenti. Sulla raccolta differenziata la scelta del porta a porta è stata condivisibile ma gestita male, dato che quotidianamente vedo cumoli accatastati durante la giornata”.

Ecco qui anche D’Isidoro: “È ormai un mantra dire che la cultura è un asset economico strategico ma l’investimento pubblico nazionale ha cifre ridicole, lo 0,19% del Pil. A livello locale è stato fatto uno spezzatino senza coordinamento e collaborazione: meno eventi, che finiscono nell’arco di 24 ore, e più sinergie durature in favore della cultura. E cosa ne è stato dell’Ordine del giorno presentato in Regione sulla Biennale del design? Non è stato fatto nulla per dare credibilità alla nostra proposta”.

Si segnala anche la presenza – importante e strategica – di Viscione, capogruppo Udc: “Cosa dice Castelli sul progetto di riqualificazione dell’area Carbon? Nascerà un nuovo quartiere, un potenziale incredibile di opportunità e ancora non c’è programmazione, discussione, così come sul Piano regolatore: è dal 1995 che assistiamo ad annunci. Sul lavoro non è stato fatto nulla più di qualche passerella alla Ahlstrom o alla Manuli. In ultimo le frazioni di Ascoli, tanto a cuore durante la campagna elettorale quanto rapidamente sono poi cadute nel dimenticatoio”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 715 volte, 1 oggi)