ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo una nota del Presidente della Fondazione Carisap Vincenzo Marini Marini.

La Fondazione è ormai divenuta la “magnifica ossessione” dell’onorevole Agostini. Non manca occasione di menzionarla, esprimendo sempre e comunque opinione contraria a quanto fatto dalla Fondazione: se compra appartamenti a Roma per fini di investimento avrebbe dovuto invece comprarli nel territorio per fini sociali, se compra appartamenti nel territorio per fini sociali avrebbe dovuto gestirli in modo da avere reddito. Non c’è nulla di ciò che la Fondazione ha fatto che incontra il suo apprezzamento. C’è da pensare che, se la Fondazione desse indicazioni di voto a favore dell’onorevole Agostini, egli direbbe di non votarlo.

L’ultima critica è sull’housing sociale che la Fondazione ha avviato dal 2007 ad Ascoli con 17 appartamenti per giovani coppie (al canone di circa 200-250 euro per circa 80 metro quadrato, più scantinato e posto auto). Essa ha il fine di portare in città – in appartamenti di ottimo livello – anche giovani che non siano figli di ricchi e di recuperare, con un modello di comunità che è stato portato allo studio anche ad Urbanpromo a Torino, i valori della solidarietà.

La Fondazione poi, utilizzando una legge che è stata esaminata proprio dal Parlamento di cui fa parte l’onorevole Agostini, ha costituito un fondo immobiliare con la Fondazione di Teramo. Per la complessa operazione si è ricercata la collaborazione di tutti gli enti del territorio. In particolare: Provincia di Ascoli, Comuni di Amandola, Ascoli e San Benedetto. Fin dal 2008 si sono tenuti incontri con questi enti per descrivere il processo e ricercare possibili sinergie. In estrema sintesi, gli enti che hanno fabbricati malridotti possono conferirli nel fondo, che provvederà a ristrutturarli e a dare ad essi destinazione sociale. Gli enti hanno diversi vantaggi: creano attività non solo sociale ma anche economica e gestiscono meglio il proprio patrimonio. Tutto ciò senza che essi debbano effettuare alcuna spesa e senza che essi debbano in alcun modo rinunciare ai loro diritti economici. I diritti immobiliari infatti sono cartolarizzati, come del resto avvenuto con la maggior parte degli immobili di proprietà degli enti e delle realtà nazionali (dal Ministero di Giustizia al Ministero delle Finanze, all’Inps) che hanno da tempo conferito gli immobili in fondi immobiliari.

Da ultimo due precisazioni: 1.la redditività a cui la Sgr di Casse Depositi e Prestiti può investire è determinata dal Governo in via generale con apposito decreto; 2.è falso che nel 2011 io avessi un qualunque ruolo nella Sgr e, comunque, sia nella Fondazione (per nostra libera scelta) sia nelle Sgr (per un preciso obbligo di legge) i casi di conflitto di interessi sono monitorati con grande attenzione e gestiti con grande serietà.

Resta l’amarezza per la constatazione che non riusciamo a dimostrare che nella nostra comunità vi è  una classe dirigente che si muove in modo ordinato e che si pone in ottica costruttiva di lungo periodo. Ciò riduce le possibilità di azioni efficaci e diminuisce le probabilità di successo.

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