ANCONA – Fondi regionali alle Province marchigiane per valorizzare gli archivi comunali storici del territorio. L’assessorato alla Cultura ha assegnato 85mila euro alle cinque Province per sviluppare un’azione di natura sistemica sugli archivi storici di tutto il territorio regionale.

L’intervento rientra tra quelli previsti dalla legge regionale “Norme in materia di beni ed attività culturali”, che prevede azioni di valorizzazione degli istituti culturali per la rilevanza sociale nelle comunità di riferimento. Il finanziamento ha quindi lo scopo di promuovere la conoscenza degli archivi come fonte della memoria locale, riconoscere l’importanza di tutelare questo importante patrimonio storico come momento di condivisione sociale e culturale da parte del pubblico, nonché garantire la qualità dei servizi attraverso l’impiego di personale professionalizzato, condizione necessaria per raggiungere migliori livelli di fruibilità del patrimonio culturale.

L’idea progettuale “Memorie di carta” – che caratterizza gli interventi di riordino, inventariazione, restauro e valorizzazione degli archivi storici comunali nel territorio piceno, quale esempio di best practice, avviata dalla Provincia di Ascoli Piceno in sinergia con la Soprintendenza Archivistica per le Marche, la Regione, la Fondazione Carisap e i 33 Comuni del Piceno – dà piena attuazione alle linee programmatiche della legge regionale e può essere attuata nelle altre Province.

“Con questi finanziamenti – afferma l’assessore alla Cultura Pietro Marcolini – ci si propone di salvaguardare beni culturali come documenti cartacei e pergamenacei che spesso vengono dimenticati, ma hanno un enorme valore storico per l’identità e la memoria di una comunità e che, essendo soggetti ad un elevato rischio di deterioramento, possono andare perduti o irrimediabilmente compromessi. L’attuazione dei vari interventi rappresenta inoltre un’importante occasione di lavoro per professionisti del settore, soprattutto giovani”.

“I progetti che si intendono sostenere – continua Marcolini – non devono avere solo obiettivi specifici, ma devono dare valore al sistema complessivo, rappresentato dal territorio e dai suoi stakeolders. Le buone prassi prevedono infatti la massima collaborazione, non solo istituzionale (Regione, Province, Comuni, Stato/Soprintendenza archivistica, Università), ma anche con altre istituzioni culturali ed associazioni (professionali,  culturali,  non profit,…), singoli  operatori  interessati a sviluppare attività di valorizzazione che ruotino intorno all’archivio: didattica per le scuole e l’Università, promozione di studi e ricerche, organizzazione di mostre documentarie, digitalizzazione di nuclei documentali di particolare pregio e rilevanza ai fini di una più ampia accessibilità pubblica sul web e sui sistemi mobili di comunicazione”.

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