ASCOLI PICENO – Si è svolto presso il  Foyer del Teatro l’incontro aperto al pubblico organizzato dal Comune. Dopo un’appassionata introduzione dell’Assessore Comunale alla cultura Davide Alberti tocca ai tre attori protagonisti della commedia scritta da Martin Crimp, Laura Morante, Gigio Alberti e la giovane Stefania Ugomari Di Blas, rispondere alle domande di giornalisti e ammiratori.

Interpellata proprio sui suoi esordi con l’indimenticato Carmelo Bene, Laura Morante ribatte con un sorriso: “Nessuna nostalgia di Ofelia, considerando che interpretavo un personaggio muto che prendeva un sacco di schiaffi! (ride) Coltivo tanti ricordi indimenticabili con Bene, all’epoca ero ancora una ballerina prestata alla sua compagnia e ci furono diverse incomprensioni: Carmelo era ludicamente tirannico per tirare fuori il meglio ma io, per non dargli soddisfazioni, lo ignoravo e lui si inferociva, mi licenziava, mi riprendeva, una volta mi rinchiuse nel teatro pur di non lasciarmi ballare! Pensate che gli feci anche una vertenza sindacale ma anche lui si divertiva!” (ride)

“Tornare sul palcoscenico dopo tanti anni -prosegue una delle icone del cinema e del teatro del nostro Paese- è sempre una nuova emozione. In realtà volevo tornare a teatro da tempo ma non vedevo molte opportunità interessanti così ho preso io l’iniziativa: naufragato il progetto di rappresentare una tragedia greca ho iniziato a leggere testi di teatro contemporaneo in grado di essere realizzati da pochi personaggi, e per farlo ci siamo affidati a Roberto Andò.  È la terza volta poi che lavoro con Gigio Alberti, che stimo molto come attore, ma è sempre diverso confrontarsi in teatro”.

“Per La stanza del figlio invece mi trasferii per sei mesi ad Ancona, fu un periodo duro per via dei temi trattati ma rimane un film a cui sono molto affezionata”, ma ad interromperla è Gigio Alberti che, scherzando, le rimprovera: “Certo che te li vai proprio a scegliere, tra Bene e Moretti devi avere un culto per i sadici!

Stefania Ugomari Di Blas parla invece della recitazione di The Country: “Sono stata molto fortunata ad essere stata scelta, è la prima volta che interpreto un ruolo così importante. La difficoltà principale l’ho trovata nel ritmo incalzante e di un testo in divenire. Con Laura ogni giorno cambiamo qualcosa“.

Chiusura amara invece con Gigio Alberti, chiamato a dire la sua sullo stato della cultura e del teatro in Italia: “Le malattie sono le stesse degli altri settori: dai tagli imposti dalla politica alla rigidità di un mercato troppo dipendente dagli stabili e per via della scarsa curiosità del pubblico. Solo nell’ultimissimo periodo ho notato qualche piccola realtà riuscire ad emergere ma sempre in mezzo a molte difficoltà, con un mercato limitato soprattutto nelle grandi città. Il teatro se bello diventa fantastico, se brutto invece diventa la cosa più insopportabile del  mondo!

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