ASCOLI PICENO – E’ stato di breve durata l’interrogatorio di garanzia – davanti al Gip del Tribunale di Ascoli, Carlo Calvaresi – di Ahmed Benhadi, 40 anni, di origini marocchine, nei confronti del quale il Tribunale di Pescara ha emesso un’ordinanza di carcerazione con la pesante accusa di violenza sessuale e rapina. Una donna di 30 anni, R.D.T., ascolana, la sua presunta vittima.

L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe stuprato la donna insieme ad un’altra persona non ancora identificata, la notte tra il 4 e il 5 gennaio scorso, in un locale isolato nella zona della stazione ferroviaria di Pescara. Dopo lo stupro le avrebbe sottratto con la forza la somma di 50 euro e un telefonino Nokia. Ma l’imputato, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, ha negato ogni addebito.

Nella denuncia, la donna ha dichiarato di aver viaggiato in treno – partito dalla stazione di San Benedetto del Tronto e diretto a quella di Pescara –  la sera del 4 gennaio scorso, con il suo presunto carnefice ed un altro uomo. Arrivati a destinazione, verso le 21, decisero di trattenersi in un bar della stazione ferroviaria di Pescara dove alzarono un po’ troppo il gomito, tanto che all’uscita dal locale  la donna era completamente sopraffatta dagli effetti dell’alcol ingerito.

A quel punto Ahmed Benhadi cominciò a fare sul serio. L’uomo, infatti, avrebbe costretto R.D.T. a salire al primo piano di uno stabile abbandonato, che si trovava a pochi passi dalla stazione,  minacciandola di morte se non l’avesse accontentato.  La brutale violenza sessuale si sarebbe consumata subito dopo, grazie anche all’aiuto del suo complice che, durante lo stupro, avrebbe trattenuto la donna per le braccia, per evitare qualunque tipo di reazione.

Il provvedimento di custodia cautelare, convalidato dal Gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, gli è stato recapitato direttamente in carcere, da alcuni militari del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Pescara.

Il marocchino quarantenne è, infatti, sotto accusa per un episodio analogo, avvenuto l’11 gennaio scorso, alla stazione ferroviaria di San Benedetto del Tronto, in cui avvicinò un’altra donna di una quarantina di anni, per poi violentarla e derubarla. Per questo episodio, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, e sarà processato con rito immediato; ma per quello relativo al presunto stupro del 4 gennaio scorso, l’uomo, che ha negato ogni addebito, verrà presto messo a confronto con la parte offesa.

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