ASCOLI PICENO – C’è una frase di Philippe Charissoux, presidente di Hp Composites, che sembra arrivare da Marte: “Abbiamo investito qui perché la qualità della manodopera è elevata, questo è un luogo senza pari in Italia e in Europa per competenze e apporto istituzionale. I lavoratori sono esperti nel carbonio grazie alla precedente esperienza in aziende del settore”.

Così, dopo due anni, l’azienda francese mostra fiera i suoi risultati: gli investimenti iniziali di oltre 4 milioni di euro sono stati già recuperati, 100 sono i dipendenti con una prospettiva di un ulteriore raddoppio (erano 25 all’inizio) entro qualche anno. Il tutto nella zona industriale di Campolungo, luogo rinomato della de-industrializzazione del Piceno: eppure qualche luce che brilla c’è.

“Qui ci sono le condizioni per realizzare una Carbon Valley nella Vallata del Tronto – afferma – In India dove alcune componenti in carbonio venivano prodotte non c’era questa professionalità. Qui siamo situati ai vertici della ricerca e innovazione per quanto riguarda il carbonio”. Linea confermata da Jacques Nicolet: “Il nostro punto di forza è l’equipe di lavoratori e progettisti che sono qui con noi”.

All’ingresso dell’azienda ecco una Ferrari, la cui impiantistica in carbonio è stata progettata e prodotta proprio qui: poi, nel salone dell’esposizione, scocche per autovetture sportive, presenza di Ligier, Tatuus Renault e altri bolidi.

Hp Composites è detenuta per l’82% da ABM Holding, mentre Fondazione Marche detiene il 9%, Seko Group il 9%, Giuseppe Sabini l’1%.

Piero Consorti, responsabile commerciale di Hp Composites e appena 34enne, spiega: “Siamo partiti il 27 gennaio 2011 con tanta voglia di fare, trovandoci immersi dopo poche settimane nell’alluvione del marzo successivo, ma siamo ripartite”. Notevoli i progetti commissionati nel frattempo: Exagon Furtive eGt, la prima supercar quattro posti Full electric con telaio e carrozzeria in carbonio, la Lotus T125, “destinata ad un pubblico selezionato che vuole acquistare una Formula 1 personale”, la moto MV Augusta F3 serie Oro, esclusiva serie speciale, Tatuus Renault 2.0, monoposto addestrativa, Tatuus PY012 e Ligier Sj53, due innovative vetture racing categoria Cn2.

“In totale abbiamo costruito 250 telai al carbonio, attraverso un continuo aggiornamento in ricerca e sviluppo, aspetto fondamentale del nostro settore” aggiunge Consorti. I numeri parlano chiaro: il fatturato cresce del 130% all’anno. Se fino ad oggi si è puntato sul settore automobilistico e su quello della nautica sportiva, non è escluso che in futuro si possa puntare all’aerospaziale.

Francesco Merloni, presidente di Fondazione Marche, ha espresso “soddisfazione per questa luce che si è accesa; noi cerchiamo di aiutare le imprese che vogliano investire, devo dire che non troviamo molto terreno fertile tra i marchigiani infatti qui abbiamo trovato l’appoggio dei francesi. Il lavoro si può creare partendo dal basso, non può essere lo Stato a dare lavoro ai nostri giovani”. Il suo vice Mario Pesaresi conferma: “Siamo qui grazie agli investitori, ora abbiamo un altro grande progetto con russi e americani”.

Il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha ricordato come “da parte nostra abbiamo aiutato questa azienda perché il Comune di Ascoli, dal 2010, non chiede il pagamento delle tasse comunali a chi investe nella nostra città”, mentre il presidente di Confindustria Ascoli Piceno Bruno Bucciarelli è “orgoglioso di questa iniziativa che vede una sana collaborazione tra imprenditori e istituzioni”.

Presente anche il vescovo della diocesi di Ascoli, Silvano Montevecchi, il quale ha chiesto “la cooperazione tra gli industriali, che sono coloro che creano la ricchezza, e i lavoratori devono essere gratificati di collaborarne e di avere un ruolo creativo”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 7.685 volte, 1 oggi)