ASCOLI PICENO – E’ iniziato stamattina, 30 gennaio, con l’udienza preliminare davanti al Gup Rita De Angelis, ed il Pm Ettore Picardi, il processo a carico di Gaetano Abaco, Nicola Maria Giuseppe Bella e Filippo Riggio, tutti di origini siciliane. Nel mirino degli inquirenti, anche Giulio De Angelis, imprenditore di Monteprandone, Marco Valentini, ascolano di 55 anni. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di tentata estorsione, lesioni gravi e minacce ai danni di L.F., manager di una ditta di Monteprandone.

I fatti , avvenuti tra San Benedetto del Tronto e Monteprandone tra il marzo ed il giugno del 2008, ed oggetto del’udienza preliminare di questa mattina, si ricollegano alla vicenda delle violenze sessuali perpetrate dall’imprenditore di Monteprandone, Giulio De Angelis, a danno di alcune sue dipendenti. Dalla prima denuncia, partita nel 2007, De Angelis attraversò varie tappe processuali che si conclusero, nel novembre 2010, con la condanna di primo grado a 12 anni di reclusione. Pena che, nel novembre scorso, gli fu ridotta  8 anni, dalla Corte di Appello di Ancona.

L’episodio delle violenze sessuali creò, però, un forte contrasto all’interno dell’asset dirigenziale della ditta di Monteprandone, degenerata successivamente nella rottura definitiva tra alcuni manager. Uno di loro, L.F., diventò il testimone chiave dell’inchiesta, e da quel momento cominciò il suo calvario. Secondo l’accusa, infatti, la decisione di testimoniare gli sarebbe costata la la tentata estorsione di 2 milioni di euro, aggravata da minacce di morte in caso di rifiuto, e l’intimazione a ritirare le denunce, contro De Angelis, nell’ambito del processo per molestie sessuali a tre delle sue dipendenti.

Abaco (già collaboratore di giustizia), Bella e Riggio sono attualmente indagati, in quanto accusati di essere gli esecutori materiali della tentata estorsione, a danno di L.F., dei 2 milioni di euro, e dell’intimidazione a presentarsi in Tribunale per testimoniare contro De Angelis. Valentini, difeso dall’avvocato ascolano, Francesco Ciabattoni, è accusato di essere l’intermediario, mentre lo stesso De Angelis sarebbe stato il mandante.

Non solo. Gli indagati sono, infatti, accusati anche di aver incendiato, nel marzo 2008, il veicolo di L.F, e di essere i responsabili di una vera e propria spedizione punitiva contro di lui, avvenuta nel maggio del 2009, che gli costò gravi traumi in varie parti del corpo.

Il processo, in realtà, si basa sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Abaco, rese al Pm Distrettuale Antimafia di Ancona ed a quello del Tribunale di Ascoli Piceno il 9 aprile del 2010. Le indagini, inoltre, hanno permesso di scagionare un sesto uomo, Arion Ikonomi, trentenne di nazionalità albanese,  indagato inizialmente con l’accusa di essere l’ esecutore materiale delle gravi lesioni personali ai danni di L.F.. La vittima, infatti, durante la fase di riconoscimento fotografico, avrebbe riconosciuto un altro soggetto, indicandolo come autore materiale del violento pestaggio.

Nell’udienza interlocutoria di questa mattina è stata formulata una richiesta di giudizio abbreviato condizionato per Abaco e Di Bella, mentre per Valentini è stata avanzata la richiesta di patteggiamento. Il processo riprenderà il prossimo 25 giugno.

 

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