ASCOLI PICENO – Val Vibrata chiama, Piceno risponde? Il Map (Movimento Autonomo Piceno), rappresentato dal presidente del Consiglio Provinciale Armando Falcioni, da Mario D’Emidio, l’assessore provinciale Peppe Mariani e Pasquale Allevi, insieme a Giulio Giovannini del comitato Valle Castellana Marche e Giancarlo Viscione, presidente dell’associazione Val Vibrata Picena, porranno la domanda durante un incontro che si svolgerà martedì 5 febbraio alla Libreria Rinascita, e al quale sono invitati i candidati al Parlamento del Piceno.

Un appuntamento che arriva dopo che in alcuni comuni della Val Vibrata (Valle Castellana, Martinsicuro, Colonnella, Controguerra, Sant’Egidio e Nereto) sono state raccolte circa 4 mila firme dei cittadini che chiedono l’indizione di referendum consultivi per il passaggio dei Comuni della Val Vibrata dalla Provincia di Teramo a quella di Ascoli.

“Noi come Map siamo stati sempre sensibili al tema dell’avvicinamento della Valle del Tronto con la Valvibrata – spiega D’Emidio – Per motivi storici, culturali ed economici. Vogliamo però sapere se, a fronte di un interesse di questo genere che emergesse dal confine abruzzese, il nostro convincimento sia condiviso dalle altre forze politiche”.

Giovannini, ad esempio, dice: “Su circa 1200 residenti a Valle Castellana abbiamo raccolto 500 firme. Il motivo non è politico ma proprio di comodità: per la sanità, i trasporti, il lavoro, gravitiamo tutti su Ascoli, mentre per noi Teramo è molto distante. Su ogni 10 persone che incontriamo, 8 dimostrano di condividere il nostro parere”. A Valle Castellana lo statuto comunale impone per l’indizione di un referendum consultivo la raccolta delle firme tra il 20% della popolazione e quindi il voto del 50% più uno degli aventi diritto.

“Non siamo qui a fomentrare divisioni – precisa Falcioni – ma cerchimo di capire come questo territorio possa avere una voce unica, anche a fronte del rischio della unificazione delle province: non ha senso vedere Spinetoli insieme a Matelica, e la Val Vibrata con L’Aquila: dobbiamo incentivare il colloquio tra questi ambiti territoriali del cosiddetto Marcuzzo, per avere territori omogenei da gestire”.

Viscione aggiunge: “Di queste cose ne parlavamo già nel 1987, ma soltanto negli ultimi anni è stato possibile avviare questo percorso. Si tenga presente che prima del Regno dei Borboni queste zone erano sotto lo stesso governo, e le nostre radici culturali sono simili.

Abbiamo anche l’esempio di quel che è successo nella Valmarecchia, con i comuni marchigiani che sono passati all’Emilia-Romagna nel 2009. Anche lì, però, le opposizioni di natura burocratica sono state notevoli”.

“Il nostro invito è rivolto a tutti, senza distinzioni politiche – precisa l’assessore provinciale Peppe Mariani – Sappiamo che sono entrambe zone di confine e non serve ricordare come viene trattato il Piceno sulla Sanità o peggio sullo sviluppo economico, se pensiamo alle differenze con la crisi del Fabrianese. Siamo un po’ delusi dall’indifferenza mostrata anche da alcuni candidati piceni in carica che si ripropongono in posizioni blindate, ma auspichiamo prese di posizione chiara alla richiesta di tanti cittadini della Val Vibrata”.

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