ASCOLI PICENO – Noi vogliamo e siamo pronti ad unirci con voi, ma voi ci volete? Era questa la domanda che il Map (Movimento Autonomo Piceno) insieme alle associazioni Valle Castellana Marche e Val Vibrata Picena chiedevano alle istituzioni e alla politica picena portando in dote ben quattromila firme raccolte nei comuni interessati ovvero Valle Castellana, Nereto, Sant’Egidio, Controguerra, Colonnella, Martinsicuro. Una domanda legittima prima di intraprendere lunghe battaglie burocratiche che non è caduta assolutamente nel vuoto nell’incontro che si è svolto martedì 5 febbraio alla libreria La Rinascita, raccogliendo un coro di consensi trasversali sia tra i candidati del Piceno per le prossime elezioni sia tra i politici ascolani comunali e provinciali.

“Questi due territori sono divisi da secoli ma sono uniti per rapporti e cultura – esordisce Mario D’Emidio coordinatore del Map – la massiccia raccolta di firme avvenuta nei singoli comuni è un chiaro segnale della volontà di questi territori abruzzesi di entrare a far parte della provincia di Ascoli quindi la nostra domanda è: ma voi ci volete ?”

Tra i più attivi nel portare avanti questa battaglia ci sono l’assessore provinciale Peppe Mariani e il presidente del Consiglio Provinciale Armando Falcioni, entrambi tra i fondatori del Map: “Questa è un’esigenza del territorio, già si condividono servizi, strutture ospedaliere e una vasta area industriale ma ilconfine ne fa due parti divisi che con leggi diverse e questo è assurdo. Ascoli e Civitella che sono due gioielli non riescono a coordinare un itinerario di pacchetto turistico assieme, come Map siamo favorevoli ad un riordino che però deve essere fatto con un certo criterio a da persone che conoscono i territori, noi appoggiamo questa battaglia perché è la cosa più logica e alla lunga il volere popolare avrà la meglio”.

In rappresentanza dell’associazione Val Vibrata Picena è intervenuto Sandro Maretti: “Il nostro obiettivo è quello di ricongiungerci con la provincia di Ascoli Piceno, prima non c’erano condizioni ma ora con il probabile futuro riordino delle province le cose potrebbero cambiare. Le ragioni che stanno dietro a questo nostro progetto sono storiche, culturali ed economiche, sappiamo che non sarà un percorso facile ma noi guardiamo come esempio i comuni dell’Alta Valmarecchia recentemente accorpati alla provincia di Rimini e che avevano le nostre stesse esigenze. La Val Vibrata è una terra dinamica sia economicamente che culturalmente e abbiamo avuto sempre difficoltà di dialogo con le istituzione teramane e questa è una spinta in più per entrare con Ascoli”.

Particolarmente numerosa ed agguerrita la rappresentanza del comitato Valle Castellana Marche: “Ringraziamo il Map per l’appoggio e per aver organizzato questo incontro, noi chiediamo che alla consegna delle firme il sindaco di Valle Castellana indica il referendum per far scegliere alla popolazione da che parte stare, ormai siamo stati abbandonati dalla provincia di Teramo e i nostri disagi stanno diventando sempre più insostenibili“.

Unanine è stato l’appoggio dei politici marchigiani intervenuti. Per il candidato alla Camera per Scelta Civica Roberto Oreficini: “La situazione è simile a quella della Valmacchia, la volontà popolare di autedeterminazione è un diritto fondamentale, l’iter non è semplice e la cosa migliore è inizare a prepararsi per tempo iniziando già a fare accordi tra le province” . Una battaglia che sta particolarmente a cuore anche al candidato al Senato per la lista Fare Mario Angelini, nativo di Valle Castellana che non ha risparmiato alcune stoccate polemiche: “Conosco bene i problemi ma non dobbiamo illuderci che solo passando con Ascoli questi possono essere risolti, è fondamentale che ogni paese prima pensi a riprogettare proprio territorio guardando al suo interno vedendo cosa si può già iniziare a fare, a Valle Castellana in primis va abolito l’Ente Parco che è inutile e chi lo ha fatto non è mai stato dentro un bosco che se gestito in un certo modo è una risorsa” .

Anche il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha espresso la sua piena disponibilità: “Prima si inizia facendo il referendum e meglio è, quando penso all’ospedale unico a Campolungo lo penso anche per la vicinanza ai nostri amici abruzzesi, già da ora sono comunque disponibile a realizzare progetti municipali assieme”.

Trasversale l’appoggio anche tra i politici di maggioranza Buonfigli e opposizione Regnicoli: “Amici abruzzesi siamo consapevoli delle vostre problematiche e appoggeremo la vostra battaglia, ora avanti col referendum”.

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