ASCOLI PICENO – A due anni di distanza dal rinvio a giudizio del titolare del Centro Elaborazione Dati di Ascoli Piceno, per raccolta abusiva di scommesse online (legge 401/89 e successive modifiche), commercialmente collegato all’operatore austriaco Planetwin365, il Tribunale di Ascoli Piceno ha pienamente riconosciuto il contrasto esistente tra la normativa italiana e le libertà di prestazione dei servizi previste dal Trattato istitutivo dell’Unione Europea.

Nel 2011, i militari della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, nell’ambito di una vasta operazione, sequestrarono gran parte della documentazione in possesso del centro, reputando le scommesse irregolari. Il titolare del Ced di Ascoli venne, così, rinviato a giudizio.

L’avvocato difensore, Francesco Bracciani, di Torino, ha spiegato che “il Giudice ha accolto la richiesta concorde del Pubblico Ministero e della difesa, ritenendo di dover disapplicare la norma incriminatrice contestata al titolare del Centro Elaborazione Dati, assolvendolo con formula piena perché il fatto non sussiste. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni del provvedimento, che saranno depositate a fine aprile. Ma è evidente come la decisione sia giunta grazie all’accoglimento delle argomentazioni della difesa”.

Sotto la lente dell’avvocato Bracciani, da alcuni anni impegnato con successo nella difesa dei Ced commercialmente legati all’operatore viennese, PlanetWin365, c’è, infatti, una questione ancora aperta nei tribunali nazionali:   la normativa italiana, attraverso le sentenze della Corte di Giustizia Europea, e le varie applicazioni nei Tribunali italiani.

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