ASCOLI PICENO – Il Tribunale del Riesame di Ancona ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per 7 persone, arrestate la notte tra il 14 ed il 15 gennaio scorso dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, perché accusate di essere coinvolte in un caso di estorsione.  La misura cautelare, firmata dal Gip, Carlo Calvaresi, investì Gaetano Abaco, 40 anni, collaboratore di giustizia di origini siciliane, già detenuto per altre vicende; Nicola Maria Giuseppe Bella, 38 anni, siciliano, e Marco Bucciarelli, 46 anni di Pescara.;

Agli arresti domiciliari, finirono, invece, Filippo Riggio, 33 anni, siciliano; Giuseppe Russo, 46 anni di Sarno (Sa), Luigi Bonaiuto, 46 anni, di Pescara, e  Danilo Contini, 38 anni, detenuto a Foggia, per il quali il gip dispose i domiciliari. Ancora irreperibile Davide Di Palma, 27 anni di Foggia.

Accusato di estorsione e rapina, il gruppo, secondo quanto emerse dalle indagini, si sarebbe reso protagonista di una vicenda collegata al fallimento, avvenuto a fine 2010, della Bail S.r.l., azienda ascolana specializzata nella compra-vendita di materiale informatico e d’ufficio. La storia, però, cominciò nel settembre del 2008, quando la ditta finì al centro di una vera e propria battaglia criminale, finalizzata alla conquista del business da essa sviluppato. Finita, però, con il fallimento della ditta ascolana e con circa 200 mila euro di merce acquistata, mai pagata ai fornitori e fatta sparire in depositi di comodo per poi essere ricettata.

L’ordinanza, firmata dal Gip il mese scorso per scongiurare il pericolo di reiterazione del reato, è stata, così, annullata dal Tribunale della Libertà di Ancona, poiché, trascorsi quasi 5 anni dalla vicenda, sono venute a mancare le reali esigenze cautelari.

 

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