ASCOLI PICENO – Continua il “botta e risposta” tra Luciano Agostini, deputato del Partito Democratico, che risponde di seguito alla nota stampa di Vincenzo Marini Marini pubblicata ieri da PicenoOggi.it

“Marini Marini mi accusa sempre di essere ossessionato dalla Fondazione ma a quanto pare l’ossessionato è lui visto che anche quando non è stato chiamato in causa sente la necessità di intervenire. Forse Marini Marini sperava che ciò che ho sollevato cadesse sotto una pesante coltre di silenzio. Ma così non è stato. E così quanto da me detto diventa oggetto di repliche con accuse banali e considerazioni ovvie. Ripeto per l’ennesima volta, che le mie domande rappresentano un dovere che ho verso la comunità locale, perché la Buona Politica ha il compito di verificare se la Fondazione sostiene il territorio in modo equo, a vantaggio dei più deboli e coinvolgendo i più meritevoli. Tutto questo comincia dalla prudenza nell’amministrare il patrimonio proveniente dal risparmio locale.

Marini Marini continua a spiegarmi la differenza tra investimenti e erogazioni e continua a ripetere quanto potrà forse produrre l’acquisto di appartamenti all’Eur di Roma. Ma non ha mai risposto alla domanda complessiva: con quali criteri vengono scelti sia gli investimenti immobiliari, che anche l’ingresso in capitali di società ed anche l’investimento in un unico titolo azionario così come l’investimento di circa 100 milioni di euro in strumenti finanziari anche tramite società del Lussemburgo? Cosa hanno prodotto questi investimenti? Sono prudenti questi investimenti? Si è investito in obbligazioni di stato come BTP? Se no, perché? Perché gli svariati milioni di euro investiti a Roma non sono stati utilizzati per interventi produttivi nel nostro territorio che avrebbero avuto il duplice scopo di produrre reddito e dare lavoro alle nostre imprese locali?

Io ho posto una serie di domande sulla vicenda Palazzo Sgariglia ma la risposta è sempre la stessa: qualche accusa personale in pieno stile politichese, ma niente spiegazioni nel merito della questione. I soldi della Cassa Depositi e Prestiti e quelli della Fondazione per quella operazione sono strettamente vincolati all’Housing Sociale. Non è una ristrutturazione immobiliare qualsiasi. Ma il canone mensile di 520 euro ad Ascoli può definirsi Housing Sociale?

Mi chiedo inoltre quali sono stati i criteri di scelta che hanno indotto la Fondazione Carisap ad entrare in un capitale sociali di un impresa privata piuttosto che in un’altra?

Da parte mia non vi è nulla di pregiudiziale, tant’è che ho appreso con soddisfazione la scelta della Fondazione di non insediare nell’Ex Cinema Olimpia una banca ma di farlo divenire la Casa del Terzo Settore. Ciò significa che la proposta del mio partito e dei Giovani Democratici che già nel novembre 2009 formularono questa ipotesi, ovvero di tramutare quell’immobile in una struttura che potesse divenire un contenitore a disposizione dei giovani nella città, ha fatto breccia.

Quanto al rapporto con la Banca, noto che il ruolo fortemente personale che pubblicamente Marini Marini rivendica nelle strategie del nuovo assetto direzionale della Banca dell’Adriatico sembra in contrasto con la dismissione delle azioni effettuata da parte della Fondazione. Non è forse necessario chiarire i contenuti dell’operazione? Non vorrei che tra qualche tempo ci trovassimo di fronte a piani di ristrutturazione che coinvolgeranno gli stessi lavoratori della Carisap.

Infine, non sembra un buon segnale che Marini Marini debba invocare il premio alla trasparenza di bilancio perché se non erro quello stesso “Oscar di Bilancio” è stato assegnato alla Banca Monte Paschi Siena spa, addirittura per l’anno 2011, il che è tutto dire.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 570 volte, 1 oggi)