ASCOLI PICENO – Un nuovo fronte di polemica tra l’amministrazione comunale di centrodestra e l’opposizione del Partito Democratico in merito alla “pratica Unesco”. Di seguito la nota stampa del gruppo consiliare del Pd.

Le recenti esternazioni del Sindaco Castelli sulla pratica Unesco richiamano nei toni e nei temi le promesse berlusconiane sui rimborsi dell’Imu.

E come il suo modello, Castelli considera gli ascolani così ingenui da abboccare fiduciosi.

Tramite un comunicato stampa, il Sindaco liquida con non-chalance un progetto, quello sul travertino, che ha tenuto bloccata la città per anni anni su quella prospettiva; su quel progetto l’amministrazione aveva speso risorse, preso impegni concreti, aveva dato scadenze, sollecitata dall’opposizione, eppure dopo anni non si è più avviata la pratica.

Vogliamo subito sapere quanto è costata questa presa in giro. Ora, senza sentirsi minimamente in dovere di fare un’autocritica sulla conduzione raffazzonata della questione negli scorsi 12 anni, il Sindaco ci viene a presentare un’idea completamente nuova, proposta dalla dottoressa Falini, su cui il nostro primo cittadino ci rassicura definendola, con termine tecnico, una “super esperta”. Come se fosse uno scherzetto da poco, cambiare decisamente rotta.

Come non nutrire dubbi sulla reale possibilità che si giunga a un qualcosa di concreto, dopo tanta superficialità nel passato?

Noi crediamo, invece, che l’amministrazione non abbia mai speso davvero energie e convincimento sulla prospettiva Unesco che, sappiamo, significherebbe, anche in termini economici, un elemento importante per il decollo turistico della città e dunque per la sua rinascita economica.

Ne siamo convinti per una serie di ragioni:

A) una scommessa così grande per la città non si può realizzare senza la partecipazione attiva, propositiva dei cittadini, delle associazioni culturali, degli studiosi e degli esperti che nella città vivono, che la conoscono, la studiano. Fermo restando, poi, l’investimento che l’amministrazione deve attuare nell’individuare le competenze tecniche per la realizzazione, sul piano burocratico e amministrativo. Su questo è sempre stato il buio totale, e la lunga pratica della domanda di ammissione non è stata mai neppure avviata.

Noi crediamo nella democrazia partecipativa e deliberativa, invece di partecipativo in questa scelta dell’ultima ora non c’è stato nulla, tant’è che le associazioni sono state coinvolte solo a bocce ferme, qualche giorno fa, per annunciare il cambiamento di tema.

B) Peggio che andar di notte, poi, sul piano della collaborazione amministrativa; dov’è infatti l’Assessora di riferimento in questo percorso? Come ha lavorato l’ufficio competente? Con quale coinvolgimento? Con quale operatività? O è stato dato tutto in mano ad un’esperta esterna delle cui competenze professionali non dubitiamo ma che non può essere lasciata sola a ipotizzare scelte così determinanti per l’identità della nostra città!

C) Un altro aspetto, poi, ci preoccupa, per cui riteniamo questa amministrazione del tutto incapace di affrontare la sfida. L’eventuale, augurabile, inserimento di Ascoli nei siti Unesco comporterebbe come prima conseguenza regole stringenti sul piano del decoro urbano, scelte urbanistiche, tutela del territorio e del patrimonio; in altre parole una gestione del patrimonio comune che deve essere oculata, programmata con cura, severa rispetto a degrado, cementificazione, incuria.

Tutti aspetti per i quali le amministrazioni Celani e Castelli in totale continuità non hanno mai mostrato alcuna attenzione.

Basta fare un giro per il Centro storico, sulle sponde dei fiumi, nei quartieri e nelle periferie, all’Annunziata come in corso Mazzini, in piazza San Tommaso come a Poggio di Bretta…

L’amministrazione pubblica deve basarsi sui criteri di efficacia, efficienza ed economicità.

Sui primi due, la non-pratica Unesco parla da sé, sul terzo invece ancora le domande sono tante. Noi abbiamo sempre creduto nel progetto Unesco e abbiamo più e più volte cercato di risvegliare dal torpore l’amministrazione Castelli. Vogliamo continuare a farlo, nonostante la sfiducia sia tanta e come primo atto chiederemo al più presto un incontro come gruppo consiliare alla Professoressa Falini.

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