ASCOLI PICENO – Nuova ondata di “mal’aria” a Campolungo. E se il 2102 è stato un anno all’insegna di dati allarmanti, evidenziati dalla centralina di analisi che si trova nella zona industriale ascolana, nei primi due mesi del 2013 la situazione non presenta sostanziali inversioni di tendenza, né tregue. Anzi, tutt’altro. Il quadro delineato dalla strumentazione di Campolungo, durante tutto il mese di gennaio 2013, presenta già tratti allarmanti: la centralina ha, infatti, rilevato ben 14 sforamenti, con valori di concentrazione nell’aria di pm10 che, in alcuni giorni, hanno superato di gran lunga la soglia minima di tolleranza.

Il valore massimo per la media annuale è di 40 microgrammi per metro cubo, mentre Il limite massimo consentito quotidiano è di 50 mg/mc; dato, quest’ultimo, che, in base ad una normativa nazionale vigente, non può essere superato per più di 35 volte nell’arco di un anno, oltre il quale le istituzioni preposte al controllo devono necessariamente intervenire.

Dallo schema, fornito in rete dal Settore Ambiente della Provincia di Ascoli Piceno, si può facilmente leggere come, durante l’8, il 30 ed il 31 gennaio scorso, la soglia minima consentita per legge sia stata superata, raggiungendo il picco massimo dei 70 mg/mc; senza contare che per altre undici volte, nell’arco di tutto il mese, in alcuni giorni, i valori delle pm10 hanno superato i 50 mg/mc. Il risultato è stato che nel mese di gennaio 2013,  siamo già a quota 14 sforamenti. In sostanza, più di un terzo del tetto massimo consentito per legge in 12 mesi, è stato raggiunto già nel primo mese di quest’anno.

I dati presentano una situazione ad alto rischio, soprattutto tenendo in considerazione quello che è stato lo scenario dell’ultimo biennio: basta andare a ritroso nel tempo, per scoprire che nel 2011, per un intero anno, la soglia di tolleranza sia stata superata abbondantemente: ben 43 sforamenti nell’arco di un anno, contro i 35 stabiliti dalla normativa vigente; il 2012 si è chiuso con 40 sforamenti sui 35 consentiti, e in un solo mese (gennaio 2013) il superamento della soglia minima è stato già di 14 volte.

E’ importante ricordare, inoltre, che in passato il dispositivo rimase inattivo per ben 7 mesi. Nel 2010, infatti, la centralina di Campolungo fu spenta da maggio a novembre, ed in quel caso la motivazione degli organi preposti al controllo (Arpam e Provincia di Ascoli) fu che, oltre ad un malfunzionamento temporaneo, in quella zona c’erano alcuni lavori in corso che ne avrebbero alterato i dati qualora fosse rimasta attiva.

Facendo un dovuto raffronto con i dati raccolti nell’arco di gennaio 2012, rispetto a quelli dello stesso mese di quest’anno, la criticità rilevata non concede tregua, anzi, sembra aumentare in maniera esponenziale: 14 sforamenti evidenziati nel gennaio 2013, contro gli appena 3, rilevati nel gennaio dello scorso anno.  Un 85% in più, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, è un dato significativo.

E’ importante, comunque, sottolineare che, nonostante tutto, siamo ben lontani dai livelli di inquinamento di alcune città italiane, in cui il bonus dei 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 mg/mc, viene abbondantemente oltrepassato, in alcuni casi, anche del doppio (Alessandria, Frosinone, Cremona e Torino sono le prime città classificate, rispettivamente con 123, 120 e 118 giorni di superamento. Rapporto Legambiente “Mal’Aria di Città 2012).

Ma questa è solo una magra consolazione, ed è chiaro che i segnali che abbiamo nel nostro territorio – pur essendo diverso dai luoghi menzionati nel rapporto di Legambiente, per fattori demografici e insediamenti produttivi – rappresentano un vero e proprio campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato,  ma affrontato in maniera decisa ed efficace, per evitare che il problema si possa cronicizzare nel tempo, con una pesante ricaduta sull’ambiente circostante e sulla salute dei cittadini.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 300 volte, 1 oggi)